un libro a Milano
Domenica 13 Dicembre 2009
Ore 14,30
un LIBRO a MILANO – Fiera della piccola e media editoria indipendente
Via Tortona, 27 – MILANO
linea verde MM2- P.ta Genova o S.Agostino
AUTOBUS: Linee 47 – 59 – 68 – 74 – 90/91
TRAM: Linee 14 – 29/30
La parola tra vita e poesia.
Con l’editore Gerardo Mastrullo de La Vita Felice intervengono i poeti e critici
Sebastiano Aglieco e Luigi Cannillo.
Letture dei poeti:
Rinaldo Caddeo, Quito Chiantia, Mariolina De Angelis, Maria Rita Stefanini
I LIBRI DELL’ARCA
I libri dell’Arca è una preziosa e raffinata collana dell’editore Joker, diretta da Marco Ercolani e Lucetta Frisa. Marco Ercolani così la presenta:
I LIBRI DELL’ARCA sono segno di una rabdomantica curiosità per scritture significative ma sommerse, poco visibilio minori, del Novecento europeo. Individuano testi di autori che concepiscono la scrittura come pulsione estrema, in stretto rapporto con l’esperienza della follia e l’ossessione dell’opera artistica - testi apparentemente frammentari o marginali, che da questa marginalità ci parlano, oggi, con maggiore intensità e autenticità, nell’idea che la scrittura contemporanea, come dice Thomas Bernhard, sia solo “un grande e gigantesco frammento”.
La collana si divide in due sezioni: L’ARTE DELLA FOLLIA, curata da Marco Ercolani dove domina l’attenzione a saggi di critici e di poeti sui complessi intrecci tra arte, scrittura e follia, e ISOLA DELLE VOCI, curata da Lucetta Frisa, dove trovano spazio voci poetiche contemporanee, soprattutto in area di lingua francese, e libri collettivi a tema.
Segnalo i volumi che ho avuto occasione di leggere:
Marco Ercolani, DISCORSO CONTRO LA MORTE
Dieter Schlesak, POESIA, MALATTIA PERICOLOSA
Maurice Blanchot, NOI LAVORIAMO NELLE TENEBRE
Pasquale di Palmo, I LIBRI E LE FURIE
Per ricordare Paolo Leveni
Qualche giorno fa, a Seregno, si è presentato il libro postumo di Paolo Leveni IN FORMA DI PAROLA, pittogrammi, ideogrammi, alfabeti, scritture dalla preistoria all’età moderna, La vita felice 2009.
A ricordarlo c’erano tanti amici, la figlia, la moglie, il presidente del circolo Seregn de la memoria, il sindaco, Corrado Bagnoli, l’editore Gerardo Mastrullo e soprattutto una nutrita rappresentanza di cittadini – la sala era piena e molte persone stavano in piedi.
Se la commozione del ricordo in certi momenti sorpassava la giusta considerazione della personalità di questo artista, è anche vero che raramente capita di poter avvertire così a fior di pelle la presenza di chi ha conosciuto e capito e ora vuole stare lì, in un momento concentrato, postumo ma sempre vivo, in nome di qualcosa che ci sorvola tutti.
E’ un’esperienza che troppo spesso manca alla poesia, ai poeti, agli incontri e alle letture di poesia: qui avverti come una distanza, un esserci per dovere e per non rinuncia, spesso per abitudine, stanca abitudine. E la poesia non parla, si ascolta distratti, si vuole tornare rapidamente al libro, alle parole staccate dalla voce del poeta; come a una voce che ci trapassi, proveniente da un luogo, che potrebbe venire anche senza di noi.
I poeti, spesso, sono tristi perché non cantano più insieme, perché buttano davanti a un risicato pubblico la loro stanchezza, o la urlano, ammantandosi di protesta o di urto. O peggio, infognandosi in discorsi che vogliono spiegare, giustificare. Preparando, insomma, le esequie della poesia.
Nel ricordare Paolo Leveni si sentiva, piuttosto, una misura e una necessità, si sentiva soprattutto che la sua opera aveva alle spalle un pubblico, una Comunità che lo seguiva, che lo conosceva. Mai è sembrato così necessario il compito di rendere omaggio, proprio perché un’opera, una presenza, un artista, acquistano senso se radicate a un luogo piccolo, strettamente necessario, al proprio immaginario prima di volare lontano.
Chiacchierando con un amico dicevo: noi, a Milano, non avremo mai un onore del genere. E pensavo intanto, alla mia terra, la sicilia; pensavo doppiamente all’esilio. In effetti, da quel poco che ho potuto conoscere Paolo, non mi sembra ci sia vera lontananza nella sua opera. C’è il cercare dentro un confine, guardando dalla finestra un volo, un’immagine trattenuta. C’è stato, nelle sue bellissime illustrazioni a un mio poemetto, il cercare nelle parole della poesia lo stesso mistero che un pittore ha il compito di esprimere con le immagini; non inventando niente ma sondando e arginando l’invasione. Ci sono dei rossi, dei neri profondi in questi suoi disegni che conservo gelosamente. Forse era già il nero suo definitivo, il rosso che ancora lo legava alla vita.
Sebastiano Aglieco
Cos’è la poesia?
Sarebbe una bella rubrica, questa: una definizione di poesia detta dalla poesia stessa, senza tante trombonerie estetiche o peggio. Riprendo qui i versi citati da Nicola Vacca, che ringrazio.
cos’è la poesia, ammesso che valga qualcosa
se non una frase che passa dalla mano alla bocca?
Dalla mano alla bocca, attraverso i secoli,
il pane che si conserva mentre i sistemi decadono,
quando, nella sua foresta di filo spinato,
un prigioniero si aggira,rimuginando una frase,
la cui musica durerà più a lungo delle foglie…
Derk Walcott
BLOG CHE CHIUDONO O RALLENTANO
Tanti amici stanno chiudendo i loro blog: forse anche Antonella Pizzo. Resistono in pochi, pochissimi - si possono contare sulle dita della mano. Altri hanno molto limitato gli interventi e in genere lo spazio di conversazione si è molto ridotto. E’ chiaro che siamo in un momento di stasi, di rinuncia, forse, per stanchezza o disillusione, rispetto alle potenzialità che la rete sembrava permettere. Naturalmente mi riferisco ai blog che si occupano di poesia. Gli errori, credo, stiano a monte. Uno fra tutti: quello di aver riprodotto, con onesta ingenuità o con disonesta furberia, gli stessi meccanismi di consorteria delle riviste e dei circoli chiusi, accomunati da un’idea fissa, talmente fissa da diventare autoreferenziale. Io resisterò, malgrado tutto, per un motivo molto semplice. Ho sempre considerato la rete uno spazio vuoto, un grande mare dove depositare messaggi in bottiglia; in tutta libertà e senza aspettarsi risposte in cambio. Il problema non è di chi scrive il messaggio, ma di chi lo riceve.
Non ho mai creduto alle seguenti lamentele:
la poesia è morta
la poesia è un linguaggio della negazione
la poesia può solo rappresentare una ritirata, una forma di vuoto
la poesia, tutta la poesia, va detta a voce alta
la poesia è urlo
Io credo che la poesia sia viva più che mai, più necessaria che mai.
Che abbia bisogno di un popolo che la legga e di persone che la ospitano nelle pieghe della propria vita.
La poesia è un linguaggio naturale. Come una gramigna, capace di rintanarsi quando non c’è l’acqua e di rispuntare alla prima pioggia.
Io credo che la poesia possa esistere anche senza i poeti che, essendo persone, possono essere buone o cattive persone.
Che debba fare a meno, ormai, di ogni forma di narcisismo.
Che debba bandire il poeta maledetto o che si atteggia a poeta maledetto.
Che non si possa più nutrire di ismi. Di tradizione sì, ma non di ismi.
In nome di questo piccolo credo io continuerò a scrivere. Magari scegliendomi con maggior cura i compagni di questo viaggio. Certo con fatica, con maggiore solitudine, ma continuerò a scrivere. Sarà più lento, più esigente con le mie stesse parole.
Sebastiano Aglieco
Segnalazione
Segnalo un intervento su la poesia e lo spirito su uno degli argomenti più affascinanti dal punto di vista dell’indagine storiografica e delle inevitabili implicazioni che comporta, in cui ci si possa imbattere ancora oggi.
Esce, a tal proposito, un libro di Barbara Frale LA SINDONE DI GESU’ NAZARENO, Il Mulino, euro 28, con implicazioni sorprendenti.
concorso di prosa e poesia 50 E PIU’
Aperto a chi ha più di 50 anni di età e risiede in Lombardia:
c’è tempo fino al 10 dicembre
Ultimi giorni per partecipare al concorso letterario
di poesia e prosa indetto da “50Πù Fenacom Lombardia”
Milano, 27 novembre 2009. Ultimi giorni per partecipare a “Poeti e Scrittori in Lombardia”: il concorso letterario di poesia e prosa promosso da “50Πù Fenacom Lombardia” (aderente al sistema Confcommercio lombardo).
Il concorso è aperto a tutti coloro che abbiano compiuto 50 anni di età e risiedano sul territorio della regione. Sono già molti gli elaborati pervenuti alla segreteria del premio ed è ancora possibile aderire al bando. Entro il 10 dicembre, infatti, coloro che intendono partecipare possono inviare una propria lirica inedita, in lingua italiana, di non oltre 40 versi o un proprio scritto in prosa, in lingua italiana, che non superi le 5600 battute, spazi inclusi, alla segreteria del Premio (corso Venezia 47/49 cap 20121 Milano, telefono a cui rivolgersi per tutte le ulteriori informazioni e per richiedere il bando di concorso, lo 027750222; il bando è direttamente reperibile anche nella homepage del sito dell’Unione del Commercio di Milano www.unionemilano.it).
Le opere pervenute saranno giudicate da una commissione composta dai poeti e critici letterari Filippo Ravizza, Sebastiano Aglieco, Mauro Germani.
Ai vincitori premi in buoni-denaro da spendere per l’acquisto di libri.
Film su Antonia Pozzi
Al Cinema Mexico in via Savona 57 a Milano
dal 20 novembre 2009 in programmazione il film di Marina Spada
“Poesia che mi guardi”
proiezioni tutti i giorni tranne giovedì e venerdì orario: 18.00 – 20.00 – 22.00
Sabato e domenica proiezione anche alle h. 16.00
un film/documentario che da voce alla poesia e alla tormentata ricerca esistenziale di Antonia Pozzi, figura di rilievo del Novecento italiano. Una poetessa originale, matura e appassionata, uno spirito libero e profondo, morta suicida nel 1938 all’età di 26 anni. Eugenio Montale, che nel 1964 scrisse la prefazione alla raccolta postuma “Parole”, ebbe a dire di lei che era l’unica “vera” poetessa italiana. Ho visto il film ieri sera e la prima cosa che ho pensato uscendo dal cinema è stata “Devo assolutamente riuscire a far vedere questo film al maggior numero di persone possibili”.L’opera di Marina è un lavoro prezioso, un piccolo gioiello che affascina e restituisce un delicato ritratto di una splendida creatura prigioniera delle convenzioni del suo tempo. Un’opera che meriterebbe una visibilità ben maggiore di quella che è riuscita ad avere fino a questo momento. Con preghiera di passaparola per i milanesi… e non solo
Segnalazione ricevuta da Alessandro Leonelli
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