Massimiliano Magnano scrive su “IL POSTO DELLO SGUARDO”

Massimiliano Magnano scrive un bellissimo e sentito articolo su IL POSTO DELLO SGUARDO.

QUI

Scrive, in particolare, sul mio lavoro, spendendo parole che mi imbarazzano ma che, credo, corrispondano a verità, utilizzabili sicuramente solo da chi ha seguito il mio lavoro negli anni. Forse molti altri dovrebbero parlare e molti tacere…come faranno.

Lo ringrazio con affetto, per antica amicizia e consonanza.

Cito al riguardo l’esperienza a dir poco straordinaria di Sebastiano Aglieco, maestro alle elementari, poeta e critico letterario, che di segni ne ha lasciati e continua a lasciarne tanti. Sebastiano Aglieco è certamente un adulto significativo nella vita dei molti suoi allievi, di ieri e di oggi. Esperienza straordinaria e perlopiù ignorata, i cui esiti dovrebbero invece fare riflettere molti, se non proprio tutti — e non sembri affatto una superflua esagerazione —, dai colleghi dello stesso Aglieco, ai pedagogisti, allo stesso Ministro dell’Istruzione. Si tratta di una vera e propria rivoluzione, nella quale le produzioni poetiche di bambini, fin dalle prime classi delle elementari, non sono che l’esito finale di un percorso lungo e accidentato di accostamento alla poesia e nel quale gli alunni mostrano con quale consapevolezza, serietà e leggerezza affrontino un compito così alto e così denso di risvolti. Nel segno della relazione, è il caso di dire. Nel senso che non sia possibile insegnare e in maniera del tutto particolare insegnare a fare poesia se non facendosi relazione e, quindi, vita intensamente vissuta. Né, d’altra parte, è possibile imparare, senza fare relazione, ossia senza lasciare che questo mettersi in relazione lasci un segno nella propria vita. Occorre quindi farsi uno con l’altro, pur rimanendo rigorosamente distinti gli uni dagli altri. Si dovrà smettere una buona volta di fare finta di nulla di fronte all’evidenza, di fronte a conseguenze che sono così particolari e che sono altresì ampiamente osservabili e documentabili in generazioni di alunni di Aglieco, soprattutto in quelli ormai divenuti adulti. Non perché siano tutti diventati piccoli o grandi poeti (e magari con tanto di laurea!), ma certamente perché sono diventati uomini e donne più consapevoli di se stessi e della realtà (poetica) nella quale vivono e della quale sono divenuti avveduti interpreti e testimoni.

Un commento

  1. Questo lavoro che Sebastiano porta avanti da decenni – credo ormai…- dovrebbe avere un nome, dovrebbe essere “nominato” perché possa ricevere quel “riconoscimento” che gli spetta e che spetta ai risultati ottenuti nel concreto della relazione educativa. Purtroppo stenta ad avere il suo nome, a causa di una sua virtù peculiare: affidarsi senza finzioni didattiche alla relazione educativa, al di là del pedagogismo che di volta in volta propone soluzioni innovative amplificate dalle “grida ministeriali”. Anche se non sono uomo di scuola, la scuola l’ho conosciuta nelle sue geografie sociali. Posso osare di sostenere che Sebastiano ha inoltre coltivato questo atteggiamento (che è diventato competenza) anche nel teatro della scuola e basti per tutti il suo contributo alla nascita di teatreducazione. “Il posto dello sguardo” – per chi avesse voglia di leggerlo con attenzione – fa vedere che il suo intervento, più degli altri, si occupa della relazione pedagogica sulla e per la poesia. Direttamente nel fare e nel teorizzare, insieme. Una relazione che ne trasforma il rischio di “poetismo” in concretezza formativa a tutto tondo. Il lavoro di Sebastiano non ha un nome, perchè…può avere solamente il suo. Ovvero si pone con una sua originale unicità, visto che coniuga nella sua persona il poeta, l’educatore, il formatore per adulto, il conduttore di laboratorio (cioè di una didattica non frontale più motivante e coinvolgente). E dunque credo che il suo lavoro, nella sua pervicace continuità, si fa , “riconoscere” come valore. Esiste e germina come accade ai semi più resistenti, dal genoma solido. Un po’ come vorrebbe(dovrebbe) essere la poesia.

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...