Mariella Bettarini: Eccomi giunta

Mariella Bettarini, HAIKU ALFABETICI, Il ramo e la foglia edizioni, Poesia, 2021

L’haiku, come è evidente, non è proprio una forma poetica che appartiene all’Occidente. Estremamente formalizzata nella sua struttura classica, è giunta a noi per motivi di moda, affinità e approfondimento di poetiche personali. Si veda, ad esempio, per quanto riguarda l’Italia, l’influenza della forma breve in Giuseppe Ungaretti, nella cui poesia si realizza una vera interiorizzazione della pulizia formale tipica dell’haiku.

E’ probabile che questo genere poetico abbia contribuito all’esigenza di dare forma a una verità non solo letteraria – personalmente non ho mai sopportato la pratica dell’haiku, purtroppo assai diffusa, come gioco, passatempo del fine settimana, espressione di una pigrizia di ricerca – .

Questo libretto di haiku alfabetici di Mariella Bettarini, s’innesta dunque in una tradizione di chiarezza, di pulizia della poesia italiana praticata da diversi autori, anche dove l’haiku non sia dichiaratamente citato come forma espressiva – Caproni, Cavalli … per fare qualche nome, ma esistono parecchi esempi fino ai nostri giorni -.

Del resto, questi haiku non sono poesie intente a riprodurre una forma canonizzata – salvo l’esecuzione dei tre versi e un evidente richiamo musicale – . Si potrebbe parlare, piuttosto, di oracoli in forma minima, ma questa volta pronunciati senza il consenso del dio e dunque specchiati nella realtà tangibile delle cose: materia accettata in tutta la sua sostanza di pieno e vuoto, luce e oscurità, con una tendenza al monito sapienziale, alla neutralizzazione dell’angoscia:

E dunque sia:

accogliamo ogni inizio

felicemente

p. 27

Il libro è naturalmente costruito intorno al tema di una utilità minima, di una antropologia essenziale. E pare chiaro, per un’autrice di lunga esperienza come Mariella Bettarini, il voler attingere a una esperienza di vita lungamente alimentata dagli anni, dal saper guardare e ascoltare le cose del mondo.

Libro leggero, dunque, per la leggerezza di un vivere in cui le parole appartengono alla koiné degli uomini, piuttosto che all’esperienza del singolo. Il singolo, piuttosto, porta agli altri, e custodisce, le parole della propria esperienza più intima.

Unione di più

popolazioni idiomi

forte unità.

p. 30

Materna madre

madre – nome beato

primo riparo

p. 34

Se la memoria accomuna tutti i fatti della comunità, “ Senza memoria / però che mai farei / senza memoria?”, consegnandoci il messaggio di una necessaria democrazia dell’esperienza, Mariella Bettarini, in tono quasi canzonatorio, ci dice anche della fatalità della sorte:

Sorte – destino:

per sorte destinati

a quale sorte?

p. 48

Ed è proprio il tono dolcemente canzonatorio e ironico a costituire, forse, la chiave di lettura di questi haiku.

Un commento

  1. Molte grazie a Sebastiano Aglieco per l’attenzione dedicata a questa nuova pubblicazione di Mariella Bettarini e per la proposta di una chiave di lettura di “Haiku alfabetici”: “Ed è proprio il tono dolcemente canzonatorio e ironico a costituire, forse, la chiave di lettura di questi haiku.”

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