FEDERICA GIORDANO: Fino a che resti una e onesta

Federica Giordano, LA LUNA E’ UN OSSO SECCO, Marco Saya 2019

Parlano al lettore queste poesie di Federica Giordano; comunicano una loro saggezza condivisibile, a contatto con la pelle e col pensiero. Sono introdotte dalla consapevolezza di una precoce condizione – La vecchiaia non dovrebbe parlarmi già da ora – e infine consegnate a una indicazione di percorso – Vivere è imparare a guarirsi – .

La condizione esistenziale dell’essere, il suo farmaco, ricorda Ungaretti: “La morte si sconta vivendo”.

Questa precocità è senz’altro ascrivibile alla condizione dell’artista: “Lo scrittore, l’artista sono esseri umani qualunque, e tuttavia rispetto alle altre persone sono quelli che hanno il sistema nervoso più sensibile, capace di cogliere in modo immediato ogni minima variazione…”, (citazione da Sàndor Màrai).

Così Federica Giordano scrive coi sensi aperti e con una particolare propensione ai “presagi”. Il mondo è abitato da animali/simboli che ne dichiarano la violenza e la stupidità. Il mondo stesso è “un animale deforme con milioni di teste / che fa confusione e che sporca e che si fustiga da solo”, p. 7; “Abitiamo le nostre gabbie quotidiane (…) Un leone che una volta ruggiva / resta flessuoso dietro le sue sbarre”, p. 9; “Se si sta in silenzio / si può sentire il suono perenne / della carne degli uomini”, p. 11.

Si tratta, insomma, di un’apocalisse del presente, presagita e descritta nel timore che l’accumulo dei segni prepari la catastrofe, sullo sfondo del “ghigno caprino del mondo”, p.17.

Tutto sembra già scritto, già presagito – in questo senso, allora, forse il poeta è semplicemente quello che ha la chiave per leggere il libro del destino -: “La maschera del vecchio / era già piazzata sul bambino / come un accampamento che attende”, p. 14.

Ciò che chiamiamo fatalismo è, in realtà, una forma di realismo, di disillusione consapevole.

Quale resistenza, dunque, per vivere la casa del mondo senza apparire già morti, già sottratti ai doni della vita? Federica Giordano sembra indicare la liturgia di piccoli gesti, una sottomissione quasi religiosa a un abbraccio, a uno stringersi nel poco spazio che conosciamo: “Solo ieri hai imparato la resistenza / e l’arte di mantenere le abitudini / come una grande rete in cui cadere”, p.15.

Se il mondo è un’unica carne ingombrante negli ospedali, non resta alla parola che dire della pietà e ai poeti di alimentarsi del “la ruga (che) corre profonda nella carne del mondo”, p. 26.

Non si tratta di un’arte dell’affabulazione – che coinciderebbe con una raffinata retorica – né di una pietà consolatoria, capace, in qualche modo, di esorcizzare il male. Si tratta, forse, di saper rientrare nella cerchia degli uomini straordinari che “hanno petto mancino / e per casa il mondo. Sanno riconoscersi e si nascondono / nel pelo della terra / dove minuscoli coltivano / enormi cose”, p. 27.

Uomini che

Credono nel suono e nel ventre.

Attorno a loro c’è profumo

e si crede alla magia dell’occhio.

Sono di oggi e di ieri.

Il passato gli è presente.

Rinascono con altri nomi.

p.27

Più che un proponimento, sembra in realtà la descrizione di un’immagine iconica, incastonata nella dimensione di un contesto desiderante, di metamorfosi. Nello sfondo di queste poesie c’è la dimensione fatica di una meccanica, dalla quale il corpo può liberarsi solo attraverso la morte: “Dove sei ora. / In un’idea straniera di libertà dalla meccanica”, p. 28 (A Marco Amendolara).

E’ un libro dolorosamente scisso, dunque, proteso tra “la quiete della stella fissa” che “sta alta come un faro”, p. 29, e un mondo che non riconosce l’innocenza, in cui “la paura è un raglio universale”, p.31. In cui al poeta compete la domanda più urgente:

La parola si estrae

si lima e si gratta

fino a che resti una e onesta

come imperturbata linea retta.

Perfora il tempo del singolo,

raggiungendo la pietà di molti.

p. 36

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...