Fabia Ghenzovich: La libertà arriva nuda

Fabia Ghenzovich, NUDITA’, Il Leggio 2020

Che cos’è questa nudità a cui fa riferimento Fabia Ghenzovich? Può essere indicativo il primo testo in cui si parla di qualcosa che “si frantuma”, di un “ricominciare / da capo // senza più muri”, p. 13.
Il libro, però, non è costruito secondo un percorso rettilineo, monotematico, al limite per tappe, ma si frantuma in riflessioni metaforiche, considerazioni più personali, schegge di domande intorno al senso della parola:

All’apice del delta
di un fiato sorgiva
custode dell’istante
la parola.

p. 16

Questa nudità, dunque, non investe solo il senso di un vivere più sincero, ma anche di una parola che non svaghi perdendo le vie della necessità: “verso la libertà del possibile”, p, 17.
“La parola (la mia dico) / non veleggia per sublimi spazi // astratti del pensiero”.
p. 19

Il tema della sincerità tratteggia, dunque, lo spazio umano della parola, il luogo e il tempo in cui essa viene pronunciata – una certa polemica in sordina contro il tempo, l’osservare se stessa mentre il corpo incede nel tempo e si trasforma nella carne e nei pensieri – attraversa il libro.

Non so di me né di altri
un momento fa

ciò che credevo si è sciolto
fin dove arriva la vista

nel mare.

p. 59.

La nudità, infine, è anche imperfezione e dubbio, “la libertà arriva nuda”, p. 33.

*

Una sillaba
ribelle
spoglia
libera
fermentata nella polvere

nuda fiamma.

p. 18

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