RINGRAZIAMENTI E STOCCATE

Prima dell’interruzione stagionale di questo spazio – uscirà ancora qualche altra recensione, e la rubrica L’URGENZA DELLA POESIA, una delle meno lette, malgrado la sua importanza, a riprova di quanto il tema dell’educazione sia così negletto! – vorrei ringraziare tutte le persone che si sono occupate del mio ultimo libro di poesia, INFANZIA RESA:
Massimiliano Magnano, Vincenzo Di Maro, Gabriela Fantato, Luigi Fontanella, Giusy Busceti, Mario Fresa, Marco Tabellione, Rossella Renzi, Manuela Gallina, Alessandra Paganardi, Massimo Bondioli e la sua scuola, Nino Iacovella, l’associazione Apriti Cielo, il premio Città di Como, Luca Ariano, Alessandro Bellasio, Lunarionuovo, Pordenonelegge, La stanza della poesia di Genova, Il festival della poesia di Genova, Annamaria Ferramosca, Paolo Donini, Cristina Polli, l’associazione Fronte del porto, Marco Munaro, Maurizio Casagrande, Corrado Bagnoli, Luigi Cannillo, Giorgio Morale, Marco Molinari, Giancarlo Baroni, La Recherche, L’Estroverso… e spero di non aver dimenticato nessuno.
Chiaramente non intendo ringraziare chi l’ha snobbato pur avendolo ricevuto – amici e nemici -, e i premi letterari che l’hanno escluso.
Perché questo libro, a detta di molti, è un libro importante – permettetemi un po’ di vanità e un po’ di sbotto – .
E’ un libro che scoperchia il fondo della poesia e lo riconduce alle sue ragioni antiche e stringenti: il momento primo in cui s’incomincia a scrivere, i maestri, i modelli, i rischi, i pericoli. Responsabilità della scuola non averne considerato il potere deflagrante – del resto, la scuola è un luogo dal quale desidero ardentemente e precipitosamente allontanarmi -.
L’incompetenza, la mancanza di sensibilità, il menefreghismo critico, e non allungo l’elenco, sono la prova di una mia intuizione e di una conferma: la poesia non va divulgata, non va venduta, non va sbandierata. Non ci si fa arma e scudo per la propria vanità, la propria sconfitta, le proprie miserie. La poesia va diffusa nei sotterranei, tra veri adepti che la sappiano leggere per necessità; tra pochi, pochissimi circoletti, in segreto… Del resto così nascono le grandi religioni.
Un bene? Un male? Io credo un bene.
Tutto il disinteresse che riceviamo è strumento per imparare a distinguere, per allontanarci verso uno spazio bianco da cui poter vedere le cose col distacco necessario.
Purtroppo non ho ancora raggiunto la pace dei sensi. Quando accadrà, sarò pronto a scrivere poesie solo dedicate agli alberi. Ai veri amici e ai veri poeti.
Forse anche pungentissime stoccate in versi per le persone che non sopporto e non stimo.

Un commento

  1. Un libro che mi ha toccato profondamente. Così vero e così ben scritto. Così delicato nel trattare la delicata funzione del maestro che è al contempo educativa, esperienziale e poetica.
    Ma ancor più, nel tuo libro, risulta la funzione educativa verso lo sguardo. Perché solo i bambini potranno affacciarsi un domani con nuovi occhi alla finestra del mondo.

    Nino

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