STYLOS 17

Nobili e Vulgo! Amerini et foràstici!

Innante tutto Vui, nobili Conti, Contini e Contoni! Boccalini e Bicchieroni, Fa Gattini e Fa Rattoni, De’ Lardini e De’ Porconi!

Vui tutti, illustri stìe de grassi abati, de cardinali, vescovi et prelati!

Vui tutti, che ve sete empalazzati sopra sudore e sangue de poveri villani!

Non è per Vui la mea povera canzone che se rivolge a lo ignobile Vulgo.

Nobile Vulgo! Amerino et foràstico! Audite la mea Lauda Carceraria!

Accòsta te et ascùlta Iacopone che a te rivolgerà la sua canzone.

Audiste la mea Lauda Insanitaria, che penso v’abbia alquanto dilettato, che ve interessa tutti,

che ve tange de persona, che nissun mai può dire che sta bene ma proprio sano sano…

Et tutti noi facemo discussione de malattie, de farmaci e doctori, né mai ce ne perdemo l’occasione.

Oggi ve canterò de la prigione che pare tocchi sempre a quelli altri:

a’ politici, ladri ed assassini non certo a nui, onesti cittadini… che ce sognamo pure le manette ma sempre per quell’altri, mai a nui.

Eppure, ve la canta Iacopone che a tutti quanti può toccare la prigione, così com’è toccata al Beato Iacopone.

Et come, a quella scuola, egli s’è imparato che la vergogna non è del carcerato ma la vergogna sta nella prigione.

Nobile Vulgo! Amerini et foràstici! Audite la mea Lauda Carceraria! Ascultate lo canto de Iacopone …

 

(Le strade Bianche, Stampa Alternativa, a cura di Luciano Ghersi)

 

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