POESIA N. 353: Mario Fresa su INFANZIA RESA

Esce, sul numero 353 del mensile POESIA, una bellissima recensione a INFANZIA RESA, Il Leggio Editrice, (Prefazione di Massimiliano Magnano, 8 domande a cura di Vincenzo di Maro.)

La recensione è di Mario Fresa, che ringrazio molto.


Sottolinea Mario:
“Poesia intenzionalmente (e dolorosamente) etica (…) in cui l’incontro con l’autentica realtà – la realtà dell’essere, non dell’avere; la realtà del donare e dell’abbandonarsi, non del possedere – è possibile soltanto nei disarmati e limpidi confini dell’auto-cancellazione, e, dunque, del recupero dell’infanzia, del suo stupore sorgivo. Soltanto in questo “sono” dell’ego sarà possibile il risveglio dello spirito”.

Parole che sottolineano una precisa scelta di questi anni: INFANZIA RESA è un libro scritto per pagare pegno, per cancellare il superfluo della vita e della parola, progetto personale che contempla difficili conseguenze: il silenzio, la ricerca di una verità sotterrata, un luogo essenziale, una parola definitiva…
Sullo sfondo di questo libro ci sono le grandi riflessioni del SUTRA DEL CUORE, del QOELET… perché, quando la parola pretende, ci mette duramente di fronte a noi stessi e al mondo.
Ciò che mi interessa non è la letteratura in sé ma una maturazione nella vita attraverso la poesia. Perché il poeta sia un uomo degno di scrivere poesia.

INFANZIA RESA vuole dire della resa a ciò che deve essere. Che è sempre un tornare al principio, all’infanzia, alla prima parola.


 

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