Marta Simonetti: Antigone delle città

Marta Simonetti: Antigone delle città – versioni del mito nel teatro contemporaneo

Qualche anno fa mi chiamò Marta Simonetti, interessata a testimoniare l’evento delle Antigoni, spettacoli prodotti a Bologna per commemorare la strage della stazione nel corso di due anni. Mi chiedeva del materiale, soprattutto fotografie. Ne avevo qualcuna, scattata durante la rappresentazione del mio gruppo, che poi è quella della copertina del libro –  il ragazzo vestito di bianco che sistema le pietre in primo piano sono io – . Il libro contiene anche una mia testimonianza, che qui riporto:

La partecipazione allo spettacolo/evento Antigone delle città, rappresentò per me, attore ancora in erba, un’esperienza personale straordinaria, da annoverare tra quelle fondanti per la propria formazione artistica e umana. Venivo dalla scuola di recitazione di Raul Manso, di impostazione stanislaskiana e forse non a caso mi ritrovai ad affrontare, nel corso di quella settimana di preparazione, esercizi che avevano a che fare con la “Verità”, con l’etica del gesto artistico. Non mi è stato più possibile, già a partire da quegli anni, assistere a uno spettacolo teatrale senza sentire duramente la forzatura della finzione, il narcisismo del grande attore, l’inutile gesto che si bea della sua pura estetica. È forse per questo che non ho mai completato il mio apprendistato attorale, riversando conoscenze e umanità nel campo della formazione e della scuola, con bambini, ragazzi, adulti, gruppi.

Questo libro di Marta Simonetti ha il merito di documentare, tra le altre, l’Antigone di Bologna, figura attualissima che sempre si palesa alla nostra coscienza tutte le volte che le Leggi vengono meno, tutte le volte che occorre urlare nelle piazze un desiderio di giustizia e di purezza. Quella purezza che evocava la figura dell’uomo sperduto tra le macerie, mentre recitava il frammento di un mio testo che era stato scelto per l’occorrenza: “La banda frastornante adesso è in prossimità della piazza. Le ragazze vestite di bianco improvvisamente si girano a guardare i bellissimi musicanti dal corpetto blu…Poi proseguono la marcia, più giù, di nuovo lontani, lungo i viali della riviera fiancheggiati dai palmeti che costeggiano il mare luminosissimo. Lì la visione improvvisamente s’illumina, si brucia”.

Sebastiano Aglieco, poeta

 

*

Marta Simonetti è dottoranda di ricerca in Italianistica presso la Victoria University of Wellington. I suoi principali interessi di ricerca vertono sulle forme aperte in letteratura e teatro, sulle contaminazioni del rapporto tra immagine e parola, e sulle principali questioni di estetica poste dall’arte contemporanea.

 

Mimesis

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