Vincenzo Di Maro: Melencolia 2

I libri d’arte sono oggetti bellissimi, soprattutto quelli che contengono poesie.

Si possono fabbricare con un minimo di gusto, c’è chi li colleziona, ed è una delle poche collezioni, per gli appassionati del genere, che abbia un senso…

Non sono un’alternativa ai libri, certo, ma sottolineano una dimensione diretta con il testo, con i suoi valori  percettivi, esaltati dall’operazione, del tutto artigianale, della “messinscena”.

Ne conservo un piccolo gruzzolo e ad alcuni di questi progetti ho avuto il piacere e l’onore di partecipare.

Io stesso ne fabbrico in limitatissime quantità, vedi il mio sito narcysolibri, ma in futuro, quando le cose si saranno sistemate, penso proprio di dedicare più tempo a questa attività.

Tornando a Vincenzo: il testo qui pubblicato fa parte del suo libro inedito, un libro importante che, spero proprio, possa uscire in tempi brevi. L’intervento pittorico è di Isabella Nicò.

Un grazie a Vincenzo per avermelo donato e all’editore per averlo pubblicato.

 

…Precipita cenere dai monti. Nel Natale dei fuochi

la Svizzera appariva lingua di luci diafane,

quota di un pianeta parallelo. “Ecco come

dovremmo guardare: un animale

non bestemmia il respiro, non si spiega.”

Mi parlavi di Dürer, che ritrasse

mete perse, che un giorno afferreremo.

Vedremo i fiumi come sono: nasse

o comete d’un inverso sentire, di più alte

stazioni della notte.

 

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