Paola Ballerini, la lingua passa nel fianco

Paola Ballerini, Dentro l’iride radici, coazinzolapress 2014

Tra le piccole case editrici recentissime che hanno scelto di pubblicare libri di poesia, è da segnalare coazinzolapress, parola che potrebbe risuonare strana ma che in realtà indica un piccolo uccello.
Fra i pochi titoli apparsi in catalogo, notevole è un testo in siciliano di Rino Cavasino, “amurusanza”, vincitore dell’ultima edizione del premio Salvo Basso, e ora questo “dentro l ‘iride radici”, di Paola Ballerini.
Così annota Elio Grasso, nella nota finale: “cresce la scrittura di Paola Ballerini dandosi la prospettiva biblica che mette fuori dal suolo l’epoca (…) Nel libro ‘la lingua passa nel fianco’ lo trapassa per sconfiggere d’un colpo la malattia”…
Si tratta, appunto, di due momenti del libro. La riflessione parte alta, addentrandosi nei risvolti più drammaticamente esistenziali di figure mitiche che, tolta la scorza dell’enorme tempo, dicono di noi con una profondità che non compete nemmeno a uno psicanalista: Adamo, Caino, Noè, Sara, Isacco, etc…, per giungere fino a quell’immenso risultato di vuoto adamantino che è Qoéèlet.
Questa prima parte è forse la più bella della raccolta, in dialogo con le ragioni di figure colossali che costringono la scrittura nella gabbia della corrispondenza senza risposta, eppure necessaria per la propria sete di di/sapprovazione.
Nella seconda parte, la parola si fa tutt’una con un io dolorante che si autodenuncia, chiede venia e perdono, cerca di comprendere, alza la voce.
Questi soggetti “altri” dell’inizio, “astorici”, continuano, in qualche modo, a sussistere come presenze più vicine, capaci di attivare un “tu” più famigliare, più intimo.

Sebastiano Aglieco

***

il torpore di Adamo

dalla mia smemoratezza
non so cosa nasca
la lingua passa nel fianco
la fenditura

ecco che mi separo
la mancanza – questa fame
è il primo avvertimento

*

il segno di Caino

dopo la traiettoria dell’ira
su di me la notte si allunga
incomprensibile

protetto dalla distanza
altrove mi chiama la bocca
della terra

ho una cicatrice sul
cuore bersaglio del bene del male
come un segno imposto dal padre

*

Noè o dell’assenza

cammina sulle orme
del padre
allungherà i lembi
della terra oltre il muro
d’acqua che annega e
azzera il contatore
dell’offesa
vita salvata
senza il segno del dubbio

ponte tra buio
e aria

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