Presentazione: La poesia e il mistero, dodici dialoghi

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Il massimo dell’aspirazione per alcuni poeti è quello di creare una tela senza difetti, corrispondente a un’idea astratta e perfetta di poesia, entro spazi testuali rarefatti, silenziosi e avulsi dal tempo come quelli di Mallarmé. Il rischio in questo caso e quello di ridurre il viaggio a metafora testuale, traversata di segni e codici, affidandosi alla strategia di Penelope del “tessere e disfare la tela” o quello di finire come il ragno invischiato nella propria ragnatela, che diviene una perfetta trappola mortale.

Per chi invece vede la lingua come un’avventura in mare aperto, mosso dal bisogno di misurarsi di continuo con le cose, prima che con le parole, e intende la poesia come un «appassionato inseguimento del reale» (Miłosz), il rischio può essere quello del naufragio, dello smarrimento del senso, se non è chiara la direzione del viaggio.

Difficile è conciliare questi due diversi modi di intendere la lingua e queste due diverse avventure esistenziali delle quali, se la prima ci appare certamente come troppo statica, irrigidita e fuorviante in relazione alla vocazione al reale della poesia, l’altra ci appare forse fin troppo dinamica, troppo mobile e instabile.

Forse la strada giusta è quella indicata da Giorgio Orelli nel suo componimento intitolato Ragni, che contiene un’indicazione di poetica proprio in relazione all’idea del testo come tessitura, rappresentata dal filo dei ragni. segni di una misteriosa tessitura del mondo.

Essendo stato con Ragni l’ispiratore del mio percorso di ricerca intorno al tema del mistero in poesia, Orelli è stato naturalmente il primo fra i poeti a essere intervistato. A lui hanno fatto seguito altri undici poeti, fra Italia e Ticino. Tutti hanno risposto alle mie domande, formulate a partire da sette loro componimenti poetici che, riportati nel seguente volume, anticipano le conversazioni inedite che ho disposte nell’ordine cronologico con cui si sono svolte. Forse alcuni lettori rimarranno spiazzati non trovando i nomi che immaginavano.

La scelta dei poeti è stata del tutto libera. Non mi interessava fare un’indagine estesa a tutti i poeti più in vista nel panorama contemporaneo, ma un cammino con alcuni di loro, che sono divenuti per me compagni di viaggio. Con essi ho condiviso un percorso di conoscenza verso quel nucleo di mistero che sta al fondo della loro parola. La loro testimonianza è diventata la mia forza.

In questa avventura ci ha accompagnato Luciano Ragozzino, editore- incisore-stampatore per i tipi de Il ragazzo innocuo, con cui la maggior parte dei poeti ha pubblicato in precedenza dei libri d’arte, a mia cura. Per ognuno di essi egli ha realizzato un lavoro artistico originale, unico e prezioso. [E.M.]

GLI AUTORI INTERVISTATI:

Giorgio Orelli
Fabio Pusterla
Alberto Nessi
Giampiero Neri
Davide Rondoni
Pietro De Marchi
Massimo Morasso
Corrado Bagnoli
Giancarlo Pontiggia
Donatella Bisutti
Davide Ferrari
Antonella Anedda

 

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