Gradiva n. 50

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Quest’anno Gradiva celebra il suo quarantesimo anno di vita. Questo numero cinquanta vuole semplicemente essere una festa della poesia, una festa celebrata da/con poeti, non pochi dei quali sono stati vicini alle sorti (alterne e spero anche “progressive”) della nostra rivista…
Luigi Fontanella

*

… La raccolta di questi testi non servirà a dare una risposta definitiva alla domanda «che cos’è la poesia?». È forse bene che essa rimanga inevasa, paradossale. Quasi mezzo secolo di comune passione per il verso è comunque un risultato importante: un tempo lungo in un secolo denso, breve e crudele. A dispetto di tutto, i poeti restano «in questa terra, purissimi e/ poverissimi fiori» (Aglieco). La scrittura li porta ad incontrarsi, dialogare, misurarsi con il silenzio, trasformarsi. Quella domanda continuerà a pungolare. La ricerca non si ferma.
Alessandra Paganardi

testi di:
Sebastiano Aglieco, Sauro Albisani, Silvio Aman, Antonella Anedda, Lino Angiuli, Mariella Bettarini, Donatella Bisutti, Antonello Borra, Michele Brancale, Luigi Cannillo, Francesco Capaldo, Alessandro Carrera, Anna Cascella Luciani, Alessandro Catà, Domenico Cipriano, Maurizio Cucchi, Fabio Dainotti, Fabrizio Dall’Aglio, Milo De Angelis, Alfredo de Palchi, Rodolfo Di Biasio, Alba Donati, Marco Ercolani, Gabriela Fantato, Umberto Fiori, Alessandro Fo, Luigi Fontanella, Mario Fresa, Elio Grasso, Paolo Iacuzzi, Annalisa Macchia, Valerio Magrelli, Irene Marchegiani, Carlangelo Mauro, Giorgio Mobili, Pietro Montorfani, Ivano Mugnaini, Alessandra Paganardi, Plinio Perilli, Giancarlo Pontiggia, Maria Pia Quintavalla, Enzo Rega, Mario Santagostini, Massimo Scrignoli, Giovanna Sicari, Victoria Surliuga, Alberto Toni, Raffaele Urraro, Giuseppe Vetromile, Salvatore Violante, Cesare Viviani.

*

Andate, poeti
dove cresce la gramigna da estirpare:
parole che si vestono del lusso della
rosa, che della scorza dell’infanzia
non ricordano più niente.

Restate in questa terra, purissimi e
poverissimi fiori, dove l’infanzia è resa e
non c’è tempo per trovare le parole più
regali, non c’è tempo per decidere
le cose da dire
le cose che dicono di noi.

(Sebastiano Aglieco, inedito)

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