dal cellulare

Non è male che ogni tanto  i poeti vadano a lavorare.  Le mani che impugnano un martello, una vanga, qualcosa per trasformare la parete di durezza che si piazza davanti ai nostri occhi, che va demolita con la forza delle braccia e delle ferite, queste mani pensano, e  pensano bene. La poesia migliore verrà da questa fatica.

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