La scatola sonora n. 57

Un altro finale che potrebbe essere considerato kick, ma è solo un punto di vista… Lei, costretta a farsi suora, Suor Angelica, viene a sapere di un figlio che le è stato sottratto e che è morto. Si avvelena. Nel delirio del pentimento, immagina di vedere questo bambino, mentre un coro di angeli l’accoglie.
In realtà Puccini non ti lascia neanche il tempo di razionalizzare la situazione perché la sua musica la rende talmente vera che non puoi fare a meno di partecipare. Altro non si può dire.
In questo caso il bambino, invece di apparire come sempre si vede, viene immaginato piccolino tra le braccia della madre che lo culla. Intuizione umanissima e vera.

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