dal cellulare

mi si rivolta lo stomaco a leggere che il poetry slam entra nelle scuole a far gareggiare bambini e ragazzi. da insegnante sono schifato al pensiero che certi collegi abbiano approvato simili progetti. e da poeta insegnante disapprovo duramente una didattica mostruosa che esalta l’ego. la poesia é pensiero, interiorita’, ascolto, non spettacolo. il mio modo di lavorare niente vuole avere a che fare con simili teatrini. l’immagine, oggi, conta piu’ della la parola, é vero, ma il silenzio di chi non parla é complice.

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