Atelier Canu: secondo e terzo incontro

 

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Annamaria De Pietro

 

Cosa vuol dire ‘ispirazione’? Da dove viene? Chi ispira chi? Chi soffia l’alito della creazione? 
C’è sempre bisogno di una ‘ispirazione’ per creare? C’è sempre bisogno che qualcuno ci insuffli, ci inspiri un tema per creare? Creazione come atto duplice e ambiguo, allo stesso tempo attivo e passivo. 
Venti fusioni a cera persa di Annamaria De Pietro, Piero Manni, Lecce 2002 
La prosopopea è una personificazione (προσωποποιία, lett. ‘personificazione’, dal greco antico prósopon, faccia, persona, poiéin, fare, agire) dove si fanno parlare fantasmi come se fossero persone. E tuttavia sono persone, maschere vicarie e sicarie dell’autore. Istituendo un rapporto fra doppi, l’autore parla dentro le maschere-persone, ma subito, o contemporaneamente, lasciandole libere, perché maldestramente testimonino del loro luogo o teatro di comparsa e rappresentazione.
Nella prosopopea chi parla?  

 

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