GENESI: tra arte e pensiero

Segnalo questo strano e interessante volume dedicato al rapporto tra arte, scienza e religione.

AA.VV. ARTE, SCIENZA E RIVELAZIONE DELLA COSCIENZA, LA GENESI, a cura di Maria Consiglio Santillo, Arte e Scienza, Edizioni Opposto, Roma 2014

testi di: Amara, Anna Maria Artini, Luca Brunetti, Ortensia Campelli, Serena Fazio, Sandra Fedeli, Virginia Foderaro, Venera Maglia, Massimiliano Magnano, Massimiliano Pricoco, Adalgisa Santucci.

 

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La genesi, che sia quella relativa al principio dei tempi o quella che riguarda l’inizio di un tempo, evoca sempre mondi lontani. Ogni genesi, infatti, è il punto originario di un processo e, come ogni origine, richiama l’Origine, il più remoto dei tempi pensabili, il più arcaico dei mondo immaginabili.
“Mondi lontani” di Silvia Sando contiene, infatti, tutti gli elementi fondamentali presenti nella creazione: la verticalità e l’orizzontalità, il maschile e il femminile, la terra e il cielo. La dimensione verticale è quella lungo la quale si articola il processo della manifestazione e della liberazione: unisce, inoltre, il cielo e la terra. La dimensione orizzontale è quella che mette in relazione tutte le cose: il maschile è l’Informazione, l’Essenza mentre il femminile è la Forma, la Materia. La terra è la Madre che accoglie e trasforma, il cielo è il Padre che emette e informa.
Il dipinto mostra la presenza di tutti questi elementi e l’assenza dell’Adam, “misura di tutte le cose”, (Protagora). E’ l’immagine di un’attesa: l’attesa del significante che potrà dare al Tutto un nome.

(Maria Consiglia Santillo, a proposito dell’immagine che illustra la copertina: Silvia Sando, “Mondi Lontani”, acrilico e gesso su carta.)

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POI DISTILLARE

di Massimiliano Magnano

Alla fonte della mia disgregazione
quale che sia quale che sorgerà
lieve torpore sotterraneo frèmito
che cosa c’è mi chiedo anch’io celato
nient’altro che questo? Solo questo?
Corrivo talento dissillabare
leggere scrivere una volta ancora
stupirmi e far di conto e per sempre
della mia durata pur troppo breve
sulle mie spoglie discalcolare
non ancora mortali inadeguate
poveri resti abitano né chièdono
che inadeguati e corrivi giochi
insegnino questo a fare: giocare
testimoniare slanci funambòlici
far di conto farsi incontro e pertanto
disnominare ricominciare d’accapo
leggere scrivere poi distillare.

Poi distillare… il titolo della poesia indica chiaramente quali sono i processi della genesi su cui Massimiliano Magnano focalizza la sua attenzione. Il termine distillare indica tanto il processo attraverso il quale si realizza la separazione delle sostanze presenti in una miscela, quanto il far stillare, far gocciolare.
L’autore comincia con l’interrogarsi sui processi alla base della disgregazione: ma cos’è la disgregazione se non la perdita di coesione? La genesi lega e mette in connessione, la disgregazione scioglie e induce disconnessione. Ma la disgregazione non è forse il presupposto di una nuova aggregazione e, quindi, di una nuova genesi? Ancora eros e thanatos impegnati in un gioco complementare di reciproca interazione (…)
Esiste un altro processo, evidenziato da Masimiliano Magnano, che assume un ruolo fondamentale nella genesi: quello di nominare le cose. Dare un nome a qualcosa significa fornirgli un programma: il nome indica, infatti, il progetto di senso. Nominare e disnominare le cose significa programmarle e deprogrammarle, orientando il loro progetto senso…

(Maria Consiglia Santillo)

 

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