La scatola sonora n. 54

Nelle opere di Puccini a volte si sente il rischio della retorica, di un sentimentalismo tutto all’italiana. Dire  come egli riesca a mantenersi sempre in bilico controllando tutti i registri, è difficile. Un modo efficace probabilmente è il fatto che egli rimane sempre in contatto con le novità musicali della mittelleuropa … Debussy, Malher, Strauss… è cosa nota, innestando queste influenze nella storia dell’opera italiana. Una melodia, dunque, sempre aggiornata e irrobustita da un espressionismo che gli consente di agire sugli aspetti drammatici –  essenziale il libretto, i meccanismi teatrali –

Questa è una scena della Suor Angelica –  si ascolti, appunto, il contrasto tra la ricorrenza della melodia della giovane suora e la presenza scultorea della parente, venuta a dirle che c’è stato un bambino, e che è morto – . Così il parossismo  del finale, giocato in un delicato rapporto tra patetismo e sogno, ci travolge senza avere il tempo di definire, di essere freddi, lucidi. E questa è la magia di Puccini.

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