VIVIAN MAIER

Esiste un documentario straordinario sulla storia di questa fotografa, “Alla ricerca di Vivian Maier”, visto qualche settimana fa in televisione e che mi ha profondamente commosso. Per diversi motivi. C’è qualcosa di inispiegabile in ogni linguaggio artistico, un occhio strabico sul mondo per il quale si possono usare aggettivi più o meno approssimativi: allucinazione, parossismo, innocenza, deformazione, verità, follia… come a dire che è impossibile cogliere una qualche forma di verità senza bruciarsi, nominarsi o farsi nominare “diverso”, un po’ folle, un po’ bambino.
Il film racconta proprio di questo rimettere in luce, focalizzare, rifotografare una biografia volutamente sottratta, cancellata.
Si tratta di un’arte che, pur raccontando gli altri, vuole rimanere ancorata a una sorta di privato maniacale, accumulo di referti e prove che sembrano voler sottrarre le immagini al mondo consegnandole a un archivio segreto, al puro mondo delle espressioni dell’arte.
Come a dire: l’arte, malgrado l’artista, malgrado noi stessi, esiste comunque, non ha bisogno di essere riconosciuta. Siamo noi che abbiamo bisogno di riconoscerci attraverso l’arte. Il problema non è delle forme a a farsi capire, ma di chi guarda o decide di non guardare.
Ciò che mi colpisce, quindi, è la riesumazione di una vita, operazione degna della migliore archeologia; il diritto ad esistere malgrado il nostro desiderio di scomparire. E’ il compito, il compito dei vivi di testimoniare questa esistenza abrupta, questa vita sottopelle che pulsa e non chiede niente.
Mi colpisce la responsabilità di chi vede, o dovrebbe vedere, con l’assoluta liebertà di un non canone.
E’ un’artista, questa, come è detto dal suo scopritore, ancora sottovalutata dall’ipocrisia dell’accademia, rifondata, piuttosto, dallo sguardo di un pubblico sempre più vorace che ne sta riconoscendo la grandezza baipassando piccoli poteri, logiche elittarie.
Ecco, bisogna stare all’erta. Togliersi i paraocchi, saper accogliere. Come i bambini. O come i pazzi.

Sebastiano Aglieco

IL SITO

 

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