La scatola sonora n. 51

non ci sono grandi voci se non vengono dalla fame e dalla miseria, e oggi non ce ne sono perché fame e miseria non ce ne sono… questo il senso, riassunto con le mie parole, di una intervista al grande soprano Raina Kabaivanska. e questa è la pura verità, estensibile anche alla poesia dei nostri giorni. se ne scrive tanta, dignitosa, furba, formalmente forbita, dotta, spocchiosa persino ma non sempre si sente la ferita, la mancanza, il pericolo, la sprovvedutezza anche, lo sguardo aperto verso gli altri, verso la Storia. si fanno dei bellissimi libri, i poeti borbottano se leggono un refuso, una scompostezza tipografica…ma il libro non brucia, non mi fa piangere, non mi piega le mani, non ri/flette. in questo senso non è musica.

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