Fare poesia per riscoprirsi uomini

Corrado Bagnoli riprende la mia nota sulla giornata del 21 Marzo e la rilancia in un articolo sul suo lavoro di insegnante.

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Lo ringrazio.

*

La questione fondamentale, a mio avviso, è che nessuno, oggi, è in grado di riconoscere i
maestri, nessuno è in grado di fare un elenco delle persone e delle esperienze: nomi, nomi
stampati a lettere di fuoco nelle piazze; pericolosi, blasfemi, insidiosi. Questo bisognerebbe
fare!
Noi abitiamo la condizione dell’alunno perpetuamente in formazione perché i padri da cui
abbiamo imparato e i pari ai quali stiamo insegnando, non si sentono in pericolo. Siamo
noi, i nuovi maestri senza nome a sentirci in pericolo, perché percepiamo la nostra
imminente estinzione e l’impossibilità di fare memoria.
(Sebastiano Aglieco, da un libro sulla scuola ancora inedito)

 

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