Vito M. Bonito, Soffiati via

Vito M. Bonito, SOFFIATI VIA, Il Ponte del Sale 2015

“Sì dolce è il tormento”:.. è il titolo di una sezione del libro, ed è dichiarazione implicita di due percorsi che il lettore può verificare: il primo riguarda la forma, la quale rimanda alla forma del madrigale – sì dolce è il tormento è una composizione di  Monteverdi, tra le meno note – ; il secondo il dolore, perfino l’errore e il terrore della vita.
La forma, dunque, è un cantare destrutturato, canzonetta flebile e spesso crudele, a volte costruita per brevi assonanze, spesso per un parlare franto: spazi liberi, versi brevi, come se il dire fosse indicibile e sulla soglia dell’inudibile.
Il libro risulta una  collezione di piccoli libri autonomi, imparentati dal falso bordone della pietas e dall’assenza di dio. A volte sono le persone stesse a parlare, persone marginali, si capisce, che immettono nelle loro frasi persino gli errori grammaticali e ci rimandano a una geografia di disastri.
Inoltre commovente risulta la presenza dei bambini, esseri splendenti, portatori di valori di un mondo che non esiste; ma anche vittime, testimoni di un dolore, di una tirannia.
La forma del libro, dunque, rimanda a un “ragionar cantando” contro l’assenza degli uomini e di dio. Si tratta di un dio interrogato senza urlare, di cui si percepisce il lato oscuro, la concavità indagabile solo attraverso brevi annotazioni sul suo non essere. E’ un pensiero costruito per schegge, eracliteo, che poggia la sua ragion d’essere in una disillusione, capace di accogliere, però, immagini di splendore, di fuoco e di speranza.

*

Io conto le stelle con gli alberi
ogni ramo
appendo un bambino

un cielo di corpi
un bosco di luci

[…]

questa
è la mia pace

pag. 102

*

brulicano
i bambini lumaca
dentro l’elettricità

le bambole vive
non strisciano più

le api le api
l’eternità

pag. 103

*

io sono buio
dice un bambino

ogni mattina
nella gioia mi uccido

pag. 104

*

mi avevi detto
che non morivamo

ma la luce ci apre

ci fa sottili sottili
in ginocchio

come gli angeli
come la carta

pag. 109

*

malati anime belle
miei cari bambini

qui si digiuna nel fuoco
girando nel buio
e nel vuoto

iddio credetemi è un forno

d’oro che dentro ci sta
il sangue con tutte le stelle

pag. 110

*

la testa ci svuota
ombre scavare

– vieni ha me
se sei stanca
io ti vacillerò –

pag. 114

*

non ho mai dato un bacio

ho nove anni

domani mi bruciano

viva

pag. 115

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