Maurizio Giudice. Fermarsi:ecco

Maurizio Giudice, VARIANZE, Giuliano Ladolfi 2015

varianze

Opera prima. 14 testi. Asciuttissimi. Un verso centrale: “Che il dolore non fosse una moneta di scambio / non c’è mai venuto in mente”.
Quindi sottrazione, descrizione di ciò che rimane, fino al deserto che avanza. Che, eppure, “ripara le pieghe dei nostri passaggi”.
Ma, certo, anche una dichiarazione di poetica ad esergo, tratta da Valerio Magrelli: “Questo per dire quanto /resta di qua della pagina / e bussa e non può entrare, / e non deve”; che in sé contiene un pericolo, un’eccessiva censura dell’aperto, del senza confini che, se non si può nominare, va codificato e anestetizzato.
Ma anche il dato di fatto, ” Il foglio non ha saputo scrivere”.
Queste parole, allora, contengono un operoso conflitto: ciò che preme fuori, che chiede parola; e il come, gli strumenti per arginare, fino a che grado di censura ancora non sappiamo.
In bocca al lupo, allora, come si deve a un’opera prima, già ridotta all’essenziale, al racconto della scrittura. E l’augurio che la vita non si traduca tutta quanta nella maledetta parola e che mantenga intatta la forza che sfalda…persino la parola.

Sebastiano Aglieco

*

Fossi nel pianto, nel rovescio della medaglia, nel disordine.
Fossi nel punto cieco degli occhi, nei numeri divisi, moltiplicati.

Fossi nelle finestre aperte sui cortili sbagliati. Fossi varianza, polimetria.
Fossi plurale, incerto, tradotto. Fossi piega della mano.

Altro e identico.

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