I libri di Corrado Bagnoli

Derek Walcott, Omeros, Adelphi, 2003
Pur essendo un premio Nobel ho l’impressione che in Italia la voce di Walcott non sia stata mai ascoltata. Cito questo libro ma potrei anche segnalare gli altri che sono usciti come Isole, del 2009, o il Levriero di Tiepolo, un po’ più datato. La poesia di Walcott è una narrazione epica, un lungo viaggio in versi in cui compaiono personaggi, luoghi, dei del cielo e del mare, un impegno affabulatorio e civile, uno sguardo capace di incontrare la realtà a partire da una voce intransigente e profonda.

Les Murray
Per Les Murray vale un po’ quello che ho detto per Walcott: è un gigante per il suo spessore umano e letterario, ma in Italia forse non lo sa nessuno. Invece la sua vasta opera gli ha portato numerosi riconoscimenti ed onorificenze nella sua patria, l’Australia, e in tutto il mondo; il suo nome viene spesso accostato a quelli di Derek Walcott e Seamus Heaney, ai quali è vicino non tanto per questioni anagrafiche o linguistiche, ma per la straordinaria capacità di porgere attraverso la parola e l’esperienza personale ciò che egli vede e che vive.

Freddy Nettuno, romanzo in versi, Giano, 2002. Straordinario racconto delle vicende di un personaggio che attraversa tutto il secolo scorso.
Un arcobaleno perfettamente normale, Adelphi, 2004. Questa corposa antologia porta in calce un’introduzione puntuale ed accurata all’opera e alla figura di Murray.
Lettere dalla Beozia. Scritti sull’Australia e la poesia, Giano 2005. E’ una raccolta di saggi in cui la poesia contemporanea bene educata viene definitivamente relegata all’angolo, per una poesia che ha a che fare con la verità sempre.

Jean Flaminien, L’acqua promessa, Book Editore, 2009
Jean Flaminien è un poeta francese che ha vissuto in Marocco e nei Paesi Bassi e ora vive a Madrid. Tradotto in modo non propriamente entusiasmante da Marica Larocchi, il libro è un lungo poema dal fascino particolare: spesso oscuro, in alcuni passaggi addirittura quasi inintellegibile, ha però la forza e la grazia dei testi che fanno i conti con l’assoluto rileggendo l’esperienza di un io che torna sui suoi passi, alla ricerca delle sue origini.

Piero Marelli, I nocc, le notti, Lietocolle, 2008
E’ un lungo poema anche questo, una sorta di viaggio onirico nella notte, un dialogo tra i personaggi di una vita che sa del suo tramonto, ma che ha nella poesia l’energia di camminare ancora; scritto in dialetto brianzolo e tradotto poi in italiano con una traduzione che non è affatto di servizio, ma ha una grandissima forza e dignità autonoma.

Renzo Barsacchi, Desiderio eterno, Santi e Quaranta, 2006
E’ una raccolta di poesie di un autore quasi sconosciuto che ha però pubblicato ben 14 libri di poesia, di cui si sono occupati Betocchi, Pampaloni, Barberi Squarotti. E’ una poesia atipica, una lirica quasi mistica, vicina a Rebora forse, o anche all’ermetismo luziano dei primi tempi, ma ha una forza, una grazia straordinaria e inattesa, così profondamente umana nella sua lotta con un Dio vicino e lontano.

Massimo Scrignoli, Vista sull’Angelo, Book Editore, 2009
Anche questo è un lungo racconto in versi, ora raccolto in Regesto, libro sul quale ho scritto già sul blog. E’ un’opera molto ricca di riferimenti culturali, molto ambiziosa e talvolta, proprio per questo, non riesce a mantenere le intenzioni, ma è una sfida coraggiosa della parola e dunque degna di una nota particolare.

Stefano Massari, Diario del pane, Raffaelli Editore, 2003
Libro d’esordio, credo, per un poeta che ha una grandissima capacità di condensare in parole vigorose e cupe, luminose e taglienti l’esperienza della vita quotidiana. E’ un poeta caravaggesco, gli dicevo un giorno a una presentazione, e credo che questo libro ne sia un esempio evidente.

Davide Rondoni, Si tira avanti solo con lo schianto, Whitefly Press, 2013
Dopo Apocalisse amore con Mondadori, un libro quasi sporco e vero di un poeta votato alla costruzione di un’opera che non lascia indietro e fuori nulla della vita, qualche volta con il rischio di bruciarsi, ma sempre con una passione intensa per ogni aspetto dell’esistenza.

Provocatorio ma interessante anche il suo saggio Contro la letteratura, Il Saggiatore, 2010, da leggere per ogni insegnante che vuole fare i conti con il suo mestiere.

Edoardo Zuccato, Ulona, Il ponte del sale, 2010
Grande libro dialettale capace di mettere in scena nella lingua dell’alto milanese di Cassano Magnago un affresco di luoghi e personaggi, di invettive e incroci teatrali assolutamente unici nel panorama poetico italiano.

Mi piace anche il libro della moglie di Edoardo, Annalisa Manstretta, Il sole visto di lato, Atì editore, 2012, una poesia filiforme e quotidiana capace di uno sguardo penetrante e un po’ malinconico.

Massimo Morasso, Essere trasfigurato, Edizioni Qiqaion, 2012
E’ un bellissimo exscursus sulla pittura di William Congdon fatto da un poeta e traduttore raffinato.

Tzvetan Todorov, La letteratura in pericolo, Garzanti, 2008, una delle più belle pagine della critica e della riflessione estetica degli ultimi anni, assolutamente necessario da leggere.

Gianfranco Lauretano, Incontri con Clemente Rebora, Bur Rizzoli, 2013, davvero un bell’esempio di una critica non accademica, una lettura raccontata in viaggio dentro i territori del poeta detto con amore e passione

Da ultimo, Sebastiano Aglieco, Compitu re vivi, Il ponte del sale, di cui non è necessario dire qui nulla, così come non aggiungo altro sui libri di Iacovella, Pistoletti e Cannone che, ripeto, trovo molto interessanti. Di Sebastiano è anche necessario leggere il suo grande libro di letture critiche, anche qui una lettura in forma di racconto, Radici delle isole, La vita felice, 2009: insegna a leggere e attraversare il lavoro degli altri.

Faccio anche alcuni nomi di altri autori che secondo me meritano attenzione: Riccardo Olivieri, Marco Bellini, Luigi Cannillo, Gabriela Fantato.

Aggiungo alcuni altri titoli non di poesia che ho già avuto occasione di commentare o presentare su il sussidiario o sul blog:

Cormack Mc Carthy, La strada, Einaudi, forse il più intenso e straordinario romanzo degli ultimi anni;
Massimo Recalcati, L’ora di lezione, Einaudi, parole importanti dello psicoanalista milanese sulla scuola ma non solo;
Massimo Borghesi, Il soggetto assente, Itacalibri 2005, una serie di saggi profondi eppure straordinariamente chiari e semplici su educazione, scuola e scrittura, sulla necessità della narrazione nella ricostruzione dell’io.

Infine due libri cosiddetti per ragazzi, non capolavori di scrittura, ma assolutamente interessanti per temi e capacità di coinvolgimento:

Lois Lowry, The giver, Giunti, 2010, un libro di fantascienza sulla libertà.

Palacio, Wonder, Giunti, la narrazione a più voci della vita difficile di un bambino affetto da una sindrome gravissima che riesce a crescere con l’aiuto di chi gli sta intorno.

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