Terrae degli uomini: Christian Tito e Nicola Vacca

ALZHEIMER

L’amico Nicola Vacca, con il dono di un suo testo inedito fornitomi privatamente in tutta l’efficacia di una lettura accorata e dura, mi ha fornito lo spunto e l’ispirazione per costruire, a partire da quella forza, un piccolo video sul tema dell’Alzheimer che è anche il titolo della sua poesia. Il cinema offre la possibilità di fare in modo che parole, suoni, immagini possano risultare reciprocamente potenziati in una magica sinergia. Ringrazio Nicola che con la sua sensibilità e la cruda forza della sua parola, ci permette oggi di non rimanere indifferenti di fronte a una malattia tanto dolorosa per chi la vive , ma anche, se non soprattutto, per chi è chiamato ad assistere affetti che progressivamente spariscono ancora prima di lasciarci definitivamente. Ma il monito di questa preziosa poesia mi viene da estenderlo a tutti gli anziani. Una società civile si riconosce , tra le altre cose , anche dal rispetto e l’aiuto che è in grado di garantire a chi è depositario di saggezza e memoria; a chi , prima di noi, ha giocato la sua partita anche per noi. Senza perdersi in fumose astrazioni pensiamo a qualcosa di concreto: quanti sono i nonni ad esempio che oggi, in questi tempi difficili, aiutano le famiglie ( che si barcamenano a tenere in piedi lavori precari e sfibranti)  nella cura e la custodia dei loro bambini o aiutano chi quei lavori precari e sfibranti li perde o non ha mai avuto? Quanto più faticosa sarebbe la nostra vita senza di loro? Io che con la mia professione, quotidianamente , sono a stretto contatto con gli anziani, devo dire che ho avuto la fortuna di incontrarne alcuni straordinari, ma anche quelli che straordinari non sono, in fondo, non vogliono altro che una sola cosa: sentirsi partecipi. Quelli che soffrono, sono proprio quelli che si sentono inutili e abbandonati. Allora, quando ce ne sarà bisogno, proviamo: non lasciamoli soli. (Christian Tito)

 

 

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14 Replies to “Terrae degli uomini: Christian Tito e Nicola Vacca”

  1. Grazie anche da parte mia che quotidianamente vedo in mia madre la demenza senile. Aggiungo una poesia che le ho dedicato, che non ho avuto il coraggio di leggerle…
    come sono lunghi
    i tuoi tempi
    mamma

    come si dilata il giorno
    nel trascorrere di ore vuote
    ormai senza memoria

    eppure sento che c’è un ordine
    e uno scopo
    in questo lento inesorabile rifiuto
    del nostro essere concitati e provvisori

    sento che le braccia della croce
    sotto la quale hai dormito
    e procreato
    si allargano a dismisura
    per allontanarti dal tuo centro
    e vagano (in un musicale silenzio)
    alla ricerca della dimensione dell’eterno

    e l’ora che trascorro con te
    l’ora lunga che pretendi
    l’ora che ritaglio
    dal mio giorno frantumato dai doveri
    è un’ora in cui impartisci, ancora,
    (senza minacciosa intenzione)
    la materna lezione sulla vita

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  2. Fiammetta, grazie infinite a te per la tua dolorosa ma meravigliosa testimonianza in poesia. E grazie anche a te caro Antonio.

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  3. Grazie per questa bella sinergia, anche se riguarda una rappresentazione di un dolore silenzioso.

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  4. grazie anche da parte mia.
    anche io ho avuto modo di conoscere questa malattia, ne è stata colpita anni fa una persona a me cara, e vederla trasformarsi e consumarsi lentamente, dalla donna forte che era, è stato tragico inspiegabile.
    con il mio lavoro sono spesso a contatto con persone bisognose, e fare qualcosa per loro, anche se piccolo, mi fa star bene.

    in certe circostanze, la solitudine è pari all’abbandono, e di conseguenza, alla morte.
    grazie per questa sensibilità

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  5. mi viene in mente quanto christian tito aveva scritto a proposito della poesia come incarnazione in un post dell’ aprile scorso. Questo video ne diventa quasi la forma concreta, l’immagine rafforzata. Grazie a Nicola e a Christian. L’idea di terrae dell’uomo è davvero da percorrere caro Sebastiano.

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  6. Sono tanto contento delle vostre testimonianze amici. Bello quando, a partire da un soggetto che spaventa, drammatico e triste, viene fuori il fatto che, chi più da vicino, chi meno , conosce o ha conosciuto qualcuno con cui ha vissuto questo dolore. Ci si sente più in grado di sostenere pesi come questo. Grazie Corrado , avevo dimenticato quanto avevo scritto e rileggendolo, in effetti, mi ha impressionato la ( inconscia?) continuità.

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  7. Grazie perché video, poesie e commenti uniscono,cuore, mente e corpo in un pathos di condivisione e di prossimità.

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  8. E’ sempre una gioia godere dei vostri piccoli-grandi capolavori, cari Nicola e Christian.

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  9. Grazie a tutti per aver condiviso con la vostra sensibilità. C’è molto da fare ma noi non ci arrendiamo.

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