Roberto Cogo: una sfavillante sospensione

 

Roberto Cogo, UN CONFINE MOBILE, in AA.VV. OPERE SCELTE, Fara Editore 2014

25291658_paolo-donini-sulla-poesia-di-roberto-cogo-0Questa raccolta di Roberto Cogo, vincitrice del concorso “Pubblica con noi” 2014, è totalmente impressa nella descrizione di paesaggi naturali – un lago, un fiume con i suoi abitanti –
È una “geopoesia delle cose”, ad indicare un lirismo assai quieto che spesso coincide con lo sguardo indagatore del naturalista, glissando tuttavia verso la riflessione filosofica, ma più precisamente andrebbe detto, verso la meditazione sul senso della natura, i suoi equilibri e squilibri, soprattutto quando questi ultimi vengano causati dall’opera dell’uomo.
Non si tratta, tuttavia, della contemplazione di un’arcadia in cui ogni cosa è in equilibrio; e non lo è neanche il poeta che osserva silenzioso senza mai sopraffare con la sua presenza la natura e le creature che la vivono. Piuttosto si insinua spesso nelle sue parole, la propensione a considerare l’esistente come espressione di un mistero insondabile, inconoscibile, eppure racchiuso in una formula che può essere contemplata, se non compresa fino in fondo.
Roberto Cogo usa, per dire di questa formula, l’espressione “ideogramma di un pensiero naturale”, immagine pittorica e contemporaneamente astratta capace di racchiudere il tutto, di mostrarlo chiaramente attraverso le parusie del “divino” nella Natura; o forse della Natura stessa che è divina.
Niente, dunque, in queste poesie si conosce se non un mostrarsi, una incessante trasformazione; un perpetuo accadere. La forma di questo accadere è intuito osservando l’incedere di una libellula che volteggia nell’aria:

ancora una danza di libellula
sul verde acceso dell’erba alla tajara del castello

qui la storia sembra rinunciare al palpito

qui esistere collima nuovamente
a un librarsi d’ali in sfavillante sospensione

Gli uomini, qui, in questo stato di natura senza giudizio alcuno, sono di passaggio. A loro, diversamente, è dato di esitare “sulla soglia tra arte e istinto” mentre “ogni essere (è) in vita tra nutrimento e respiro”.
Un modo di essere in un tempo non misurato che non conosce la morte.
Sebastiano Aglieco

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2 Replies to “Roberto Cogo: una sfavillante sospensione”

  1. la sento molto affine al mio intendere poetico, questa poesia, questi, come li chiami tu, come li descrive lui, ideogrammi nella natura che sfavillano come ali di una libellula imprendibile

    grazie 🙂

    Mi piace

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