Marcello Bellavia: costellazioni e cellule

Marcello Bellavia, FRONTESPIZIO LUMINALE, Edizioni Smasher 2013

9788863000757A proposito di questa opera prima di Marcello Bellavia, si può percepire, ad occhio, il dato visivo dell’esperienza, non il dato realistico, s’intende, ma pittorico, di una realtà già traslata, dunque, il che mi fa pensare a un procedere insieme, per doppio percorso di segni, la mano e l’occhio, nell’impasto di una tavolozza dove parola e colore si alimentano alla stessa fonte – e ci sarebbe da discernere se la cosiddetta pittura informale altro non sia che il dato realistico delle forme naturali, inquadrate piuttosto che analizzate – .
Ché, poi, forma di una venatura di pietra, o di corallo, possano coincidere con le forme dell’evoluzione di una nebulosa, è un dato che Bellavia coglie nella richiesta di senso all’infinitamente grande, facendo proprie le domande degli astronomi e dei fisici, il loro indagare o formulare operazioni non molto dissimili, almeno nelle premesse, dalla sete di rappresentazione dei procedimenti artistici.
I titoli di queste poesie, dunque, sembrano funzionare proprio come postulati, o etichette poste accanto all’oggetto della ricerca, formulazioni asettiche, per descrivere ciò che, invece, è o è stato incandescente, sia che si tratti di forme naturali, sia che si tratti di dire qualcosa di interiore: Pattern sbilanciato: apocalisse; pensiero divino: fine del periodo mesozoico; relativismo perduto, sogno senza storia e contenuto
Si vedano, per esempio, le conseguenze ustorie di un ascolto (Musica classica: buche, ultrasuoni e dannazioni) ed è evidente come, la complessa architettura sonora di un testo, ( musica o parole o segno, non importa) ordinata e frastagliata nello stesso tempo, altro non sia che forma in/naturale che si ripercuote attraverso, nell’altrettanta complessa regia di un’anima (e se la scrittura altro non fosse che materiale smosso scompostamente, e ricomposto, in un processo di filiazione?)

Musica classica: buche, ultrasuoni e dannazioni

Le orme delle note
s’affollano sul muso,
come lentiggini oscure,
dove contrarie s’annunciano
morbillo disamore, infanzia irreale
che schernendo per contrasto
il viso, mostrano le gambe capovolte
ad ogni passo, lasciando
nel resto del bianco pentagramma-paradiso
un’immensa voragine lucente
come il principio tra le cosce
dell’inferno, che raggiunto
l’interno della terra diventa
fuoco per la miscellanea corretta
e quindi rosa nel colore.
p. 14

Ogni cosa, dunque, sembra dire Bellavia, è parte, e io immagino possa esistere la possibilità, in futuro, di una poesia in grado di accogliere – per umana pietà e intelligenza della voce – tutti gli opposti e di fissarsi nell’esperienza del vissuto perché, ciò che cogliamo come dato, sarà il dato, tout court, del nostro percepire ed essere percepiti nel grande respiro del Tutto che abitiamo.

Argon

Il gas che alimenta
di fuoco il tuo cuore
è un polsino in plastica
titanica
una saldatura a fisarmonica
frammentato in acqua
scarica di fiato
il dolore fluorescente
e nel sudore luminale
si leva ad ogni respiro
come l’acqua se l’immergi,
risparmiando solo l’anima
lucente, aria vuota
che ormai ha reso
il volo, nel pieno di un sospiro.
p. 19

Mistico riflettente

Tra le pieghe ruvide dei tuoi vestiti
si colora il tuo ventre
e per questo passo
l’arcobaleno risiede
solo nei tuoi occhi.
Al mattino la corteccia si fa tappeto
sotto le zampe e per pressione
il fuoco che ti mangia la faccia,
ti fa saltare spesso la bonaccia
e la cena diviene lontana mille rami.
La sera illumini naturale
di colore, , la notte di soppiatto
sfidando le lucciole nell’asfalto
vegetale, brancolando
la testa ad ogni braccio,
ad ogni passo, dipendendo
solo dalla coda, simmetricamente
obliquo, nell’inverso vivere
di cui ancora, non distingui le forme.
p. 10

Costellazioni

Vibrava la mano astronomica
che disegnava in cielo
una linea fratturata,
giunture d’ossa che aggiungevano
metro al metro,
recintando una piscina di luci
e suoni oltre il muro,
pugni che il tempo a random
scagliava in faccia all’universo
– alla velocità della luce –
sino a lasciarne i bianchi lividi,
delle costellazioni.
p. 23

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3 Replies to “Marcello Bellavia: costellazioni e cellule”

  1. Quindi un principio di naturans natura piuttosto che un libero arbitrio delle sue componenti ,che “scoprono”: nessi ,mimesi e metessi da cui possono provenire e dalle/e nelle quali si riscoprono? Ovvero direi anzitutto che più che un processo di mitosi o meiosi che riguarda ben più gli organismi e i processi biologici ,io ho posto come oggetto in studio (per nulla casuale ) la materia e la sua scomposizione particellare ,ad infinito eludendum o addizionando ,anche per la vecchiaia di cui è progenitrice ,figlia e nipote insieme e alla quale tutti apparteniamo e di certo se non in toto ,in larga parte come processo e anche veicolo dello stesso ex machina divino.Ergo ho voluto si ,inglobare e dar spazio ,dato che di frontespizio e inizio di un viaggio che porterà a una catalogazione vera e propria e quindi ad una tesi del tutto dimostrata e asserzione senza remore di quello che ho compiutamente confutato e verificato ,senza minimo sbaglio se non nella possibilità
    che in futuro possa venirsi a creare come dato ,dato da conoscenze che non avevamo all’atto stesso della verifica .Ora diceva Russell che la maggior parte del sapere e su quello s’incentrano e comunque sfociano in una domanda perpetua alla quale la stessa risoluzione aprirà altre vie plurime ecc..: in teoria ma anche poi dimostratasi o dimostratosi per misure e grandezze fino allo sbarco sulla luna(se mai ci sia stato ai tempi o poi successo in futuro) o al piede dell’uomo che arriva a varcare le soglie della ionosfera e si trova nell’immensità e vastita -e in realtà nient’altro che neanche uscio – dello spazio (proprio per quest’avverarsi della vita in tutto il micro e macrocosmo ,che non farà mai carpire ,eraclitamente altro se non un pugno d’acqua ,che sommato nelle scorrere agli ettolitri altri e le varie geometrie di scovo ,non faranno altro che darci se non forse un centinaio di metri ,anche meno di quello che può o potrebbe in un flusso ripetitivo e calcolabile ,essere un letto di fiume ) .Quanto appena detto è il prodotto di quello che abbiamo avuto sin da sempre ,non solo da Galileo come etichettatura ma sin da quando l’uomo ha cominciato a porsi delle domande e formulare determinati corollari che fossero basi e sulle quali si aprissero in seguito altre vie ecc..quindi da tempi ben più remoti e rintracciabili anche nelle architetture presocratiche di pensiero – d’altronde alla fine che i sofismi siano il pane di cui si nutre ,come visto sopra e ad oggi, il lupo umano per potere costruire “sugli altri” e averne una possibilità alla fine di costruzione [ : non con gli altri ma per mezzo e suo scopo finale,un pò come dio di cui è figlio scelto da sempre] ..è la dimostrazione che nessuna verità preserva un futuro migliore se non nel soddisfacimento biologico della stessa/ o le stesse bestie e quindi del loro creatore ,di cui non credono di fare il gioco ma spesso ne sono mano sinistra (destra la utilizza da solo e si serve di organismi,ora ci vuole, molto più infitesimali che a spire riuscirebbero a far passare magari il mondo per la cruna di un wormhole e a porre l’ennesima salvezza -e patto con dio a questo punto- a quest’essere di cui è immagine piena e somglianza,ahime) e prolungamento e divertissement di questi che nel frattempo a insaputa di chiunque va espandendosi,sempre e più rapidamente (e quant’anche presente di suo in altri mondi che esistono prima di questi che stiamo vivendo ,quest’ultimi ,i nostri non sarebbero e non sono altro che in ogni caso l’attimo eterno leibniziano ,nel quale “lui va formandosi e noi insieme a lui” -per gli altri che potrebbero ,magari annettere altre forme di vita ,di certo sono in continua rotazione e a se stante ,dove già egli avrebbe operato ecc.. quindi l’attenzione sarebbe al momentum ,che è l’occhio del ciclone in cui ci troviamo : che non può che essere un presente a questo punto ma lo è di più : universale in tutti i “campi” ,quindi traccia singolare e futuribile dei multiversici mondi come da “creatore” originario ,perchè creante).

    In altre parole il relativismo non è altro che una metodologia approssimativa ,non algoritmica ,non finita che può variare di continuo ed è purtroppo (perchè io in pieno condivido che anche lo stesso primo slancio vitale ,tragga e prenda le mosse in questo modo di pensiero e guai se non fosse così)un percorso che si esprime ad inizio -come la gran parte delle ideologie stesse- come scatto e procedimento da seguire ma che non pone limite (e quindi nutrizione ,fondamenta case,governi,istituzioni ,famiglie e figli e generi e specie sia umane che di tutti gli esseri vienti che appartengono per natura alla madre terra che li ha generati che in ogni qual modo ,poco possono allontanarsene)e quindi perlopiù delle volte risulta a fondo perduto ,nella linea che veniamo a tracciare e nella geometria ,se non includendo quella trascendente o prendendola sul momento a prestito ,per una miglior spiegazione degli angoli delle sfaccettature ecc..che ancora ci sono oscuri e che poi sarebbero “questi salti ” che se vogliamo letterariamente anche nel passato si possono adoperare( “pensiero divino:fine del periodo mesozoico” -teoria del meteorite o lo stesso starnuto voluto, come lo tsunami che ricrea e ridà vita ad un intera e completa parte e porzione di mondo,assassinando la stessa figlianza-umana- per un principio di natura che si riversa nella stessa che in fondo non esiste [che ricrea? e non distrugge? direi di si ,quindi fine comunque al disegno divino di cui l’uomo è prometeo assoluto e che crede di non bruciare quando è al rogo e forse essendolo davvero se ne accorgerebbe e viceversa]).
    Su quest’ultimo punto specifico che i miei versi (se posso permettermi di utilizzare questo tipo di proprietà privata e perlappunto : ) e l’intera silloge corre anche sul filo tragico della conditio ed esistenza dell’umano stesso ,quindi: nell’ultimo punto sopra,troviamo dio il vero primo e che forse sarà ultimo che è lupo a pieno titolo e porta anche bene le mosse paternali ,che spesso si trovano nelle scritture (che lui non ha mai modificato ? non credo) e nella letteratura ,sopratutto ultima ,financo all’infantile unito al criminale che è suo braccio violento ecc…e che tanto piace a questi che “se non s’intravedono ” non sono contenti o che vorrebbero alla fine “vederci” quello che non esiste e che vorrebbero come evidente: che è impossibile o addirittura come assoluto (ma come si può ? neanche l’intera comunicazione -comprendente :fonie ,segni e scritture poliedriche- è mai riuscita in questo ,figuriamoci dei pincopallini dei light-molotov e del pop da guerra civile al confine ,dei desideri di distruzione ,che cantano con le chitarre che i padri gli hanno imbracciato e che neanche se ne rendono conto e che alla fine rappresentano bene ,cosa forse sarebbe il vero senso che fu nel maggio francese e “le libertà e l’eros” che marcuse in particolare ,etichetto come pornografiche e nient’altro e che sono il pane mediatico e “di -la loro- comunicazione” sola che si riesce a trovare e per forza e se non piace ,nulla).

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  2. Seconda parte :

    Ora dicevo ,che il relativismo se non rintracciato e rintracciante lo stesso panteismo a cui mi rifaccio ad incipit quasi del commento sopra, non porta che a delle verità segmentate e comunque non finite,generandi di un continuo generare di cui cogliamo solo in piccolissima parte i segni e le lingue (teoria dei sistemi Russel e poi consecutio e conclusione in “quelli d’incompletezza” di godel) .Proprio quest’ultimo celeberrimo e più di Einstein forse e altrettanto per gli altri a venire ….: si fino al rimpiazzo (che è l’unica forse parte possibile “e completa” che l’uomo ha colto per un prolungamento in santa pace con il macrocosmo e per dei fini che siano le riproduzioni ancor migliore di quanto appena detto: tant’è….) dell’uomo stesso e della sua manipolazione (ad suo ,non di dio che è agendi e neanche ne capisce un czzo ,vero?) che si puo avere con la matematica e il come si sono ridotte le scienze e le filosofie tutte ad essere nient’altro che applicativi e applicazioni delle aberrazione e distruzioni per principio creatore (ma non siamo dio ,e forse ogni tanto sarebbe bene ricordarselo) che l’uomo prima o poi attuerà magari su stesso ,spazzandosi del tutto fuori dalle esistenze oppure ritornando ad un religio del simulacro intravisto in un totem cibernetico e tornando nuovamente indietro di 5mila quasi anni e facendo le volontà sempre dell’inviolato ,che invece non vuole vedere e affrontare(dio ) ,con le conoscenze che anche se minime portate avanti nei campi giusti ,darebbero i suoi frutti e gli garantirebbero una già conoscenza del passato (come possibile per es. detto sopra che il meteorite abbia concluso ai sauri dopo milioni e milioni di anni la vita e che non ha caso -conoscendo poi le traiettorie e le possibilità di schianto- ha colpito la terra) e un futuro da poter abbozzare con certezze di sicuro maggiori e quindi un presente ,da essere vivente insieme agli altri esseri viventi in santa pace e non in pseudo -o verificata- eroica elezione.

    Naturalmente i parallelismi con quanto è accaduto nella poesia e le sue catalogazioni e settorializzazioni e chi più ne ha più ne metta ,nella speranza di poter un minimo scientemente arrivare a mappare l’intero -se non altro almeno quello- territorio italiano e che abbiamo visto poi in quale e quali modi si è risolta : la o le prodighe mani(e mi riferisco in tutte le regioni) che hanno pescato nel sacco (direi imago divina ,tra le più antiche e religiose) e chi e cosa ne hanno tratto fuori .
    Poi gli scritti ma direi a pieno titolo un pò tutti sono inglobati e rappresentati attraverso ,davvero accadimenti fisici (che invito come nella radiazione cosmica a studiare prima d’approcciarsi alla lettura ,che sarebbe senza alcuna chiave :….) e dato oggettivo reale e rilevante.E a proposito infatti il sole viene a essere ben visto sic et simpliciter per quello che è o che ne ,diciamo,abbiamo fatto o sopratutto chi prima di noi rendendolo monito a metafora di falsa luce e capovolta : “che misura i polsi /dall’ampiezza dello sguardo” e che è a questo punto nel corretto se vogliamo anche ascolto particellare fotonico di come si trasmette la luce e in onde o corpuscoli (tanto per ritornare al cammino delle dimostrazioni che si sono dovute fare oppure alle musiche o “liriche” dei padri o di chi veniva prima ,che tanto evidentemente non sono piaciute,nonostante gli ultrasuoni e i metri di linguaggio tipici delle patristiche degli passati ) “l’ultimo eden” prima d’arrivare alla luce (e dati i connotati come espressi sopra di qual’è e a chi appartiene questa fede ,improntata più su una luce artificiale e tutto ,si dovrebbe comprendere benissimo ,almeno questa parte minima del tutto).Poi se vogliamo appunto e riseguendo davvero un percorso luminescente ,che ci porti oltre questa gabbia creata al plastico illuminato e che illumina ancora ,credendo di fare il contrario e invece fa il volere di quello (lo ripeto perchè è questa la riga che segue ,senza variazioni il pensiero e che si mostra più volte nel libro) e che si chiama sistema solare : allora possiamo (ora si dopo un percorso sensato e non spatolato senza nessun “fattori” o cezanne che gioca a carte o seurattiana arma di cui pur occupando l’intera -propria- tela non arriverebbe ad alcun spazio occupato ho scoperto nelle pitture) approdare ad un riconoscimento dei colori per come sono e anche i negativi (“bianchi lividi” ) che portano e ci istradano sino alle materie oscure che possono comporre una nebulosa lucida (che non faceva e non fa parte del percorso scritto -e attenzione a non confonderla con quella della “lira ” che si mostra ,diversamente e a cui le stelle possono poco perchè verrebbero anch’esse assassinate).Appena adesso ho utilizzato un accadimento come quello di orione e la nebulosa detta che viene ad essere illuminata dalle stelle (opacamente ,satinatamente ) ,pur essendo un composto di materia oscura.Diversamente per quella della lira che tende ad oscurare del tutto persino le stelle e che si chiama in altro modo che puo piacere ad professoroni degli expo di altri luoghi e poi le conseguenti biennali .

    Questo è parte e al momento non aggiungo di più nonostante ripeto faccia capo ad un viaggio ,”che sia retaggio del passato e che spieghi il contemporaneo e sia l’accesso al futuribile” perlomeno se non futuro con delle certezze maggiori e direzioni d’approdo che svelino o camminino almeno paripasso con dati sicuri e scoperte .

    P.s: accennando sopra ai giocatori e altro : spesso capita per ora che debba esprimermi proprio perchè “quello è il tempo ” tralasciando i ghirigori e neanche ,che si vive o almeno avverto in determinati luoghi e visite ,cioè l’ottocento .Quindi apposta il riferimento oltre il dozzinale approccio inprospettico e che al massimo per “divertissement” ancora di qualcuno gli si può “assonare”…il resto poco a che fare ripeto con l’informalismo o i dittogrammi o gli ideogrammi pennellati quasi per automatismo degli anni 40 sino a fine 50′ e che hanno a che fare come nascita in primis e come detto con il movimento dei “CoBra” (riportato con alti e bassi di maiuscoli e minuscole e solo in queste grafie e descritto tempo fa ,come mi è capitato per spirito d’autoironia [bonaria e concedente-basta che qualcuno si levasse dagli “attributi” ] ma chiaramente parante sia nel contenuto che nel movimento e il reale andazzo e Tutto ad altri o altro luogo ,non di certo a me che per niente me ne avvicino sia come pittura che come “filosofia di vita ” .

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  3. A parte tutto : la firma dei cobra è ed era proprio così ,dapprima che io nascessi;quindi anche nello scherzo e qui come sopra su Tutto ciò a cui ho mirato e di cui parlavo come ironia ,porta con sè in ogni caso un reale dato (come in tutte le letterature e le scienze ), oggettivo e attraverso il quale ,poi esprimiamo i pensieri o le attribuzioni in questo caso alle persone o i luoghi in cui ci troviamo ad analizzare (pratica che scrivo per ultima volta che mi è totalmente dissonante e che si di sicuro ho imparato ultimamente da parecchi jingles di pensiero[che ho tentato di evitare sin dall’inizio e qualche giorno fa ennesime volte …ma inutilmente e poi travisatamente ] : e che mi fa schifo oltre che attestazione ,della sempre più debole e vuota realtà umana ,all’atto della riflessione e dell’agire ,invece del contrario nobile o per titolo e legittimità primo ,poi rigirato,di come si dovrebbe).

    un saluto

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