Tre giovanissimi poeti e l’innocenza

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Christian Tito, TUTTI QUESTI OSSICINI NEL PIATTO, Zona 2010

***

christian titoIo non sono onesto. Cioè non sono onesto verso me stesso. Sono irrimediabilmente condannato a prendere per vera la sensazione di un’intima infelicità. Ma ciò non è vero; questa presunta e perenne infelicità è frutto del mio bisogno di abbracciare tutto che si concretizza sempre nell’abbracciare niente. Ogni orizzonte è fatto per tendervi, ma per quanti passi si possano fare, l’orizzonte rimane orizzonte e noi sempre formiche in cammino verso di esso. Sembrerebbe una legge crudele, ma se io arrivassi a sfiorare il mare dileguato con il sole, cosa potrei più sognare? Allora buono è l’orizzonte che mi fa camminare, sudare, tendere alla sua bellezza, alla sua vastità e la sera, quando sfinito il dormiveglia mi accompagna al sonno, in un bisbiglio l’orizzonte dice: “sia serena dopo il giorno la tua notte”.

***

UN’ALTRA NOTTE INSONNE

Un’altra notte insonne
in compagnia d’ogni tic tac della mia piccola casa:

lame di luce scivolano sulla parete;
il tuo piccolo corpo sul mio;
il battere dei tacchi di qualche donna incauta e sola;
il ricordo di ieri;
l’attesa di domani;

il vivo presente di un vivo animale

ti accarezza.

***

SOLO IN COMPAGNIA

Sto bene
solo
in compagnia
d’altre
solitudini

***

Ho degli occhi strani in questo periodo, simili a quelli di conigli appesi ai ganci di una macelleria di paese.
Senza più viscere nè pelle racchiudono tutta la forza della vita che li ha attraversati in questi occhi gelidi e severi per chi li guarda. Non capisce l’animale eppure sa.

***

RELATIVITA’ DEL PESO

Resta
solo carta
la pietra
se indietro
non è stata pietra
per il poeta

***

A CHIARA E MATTEO

Bambini!
Più non s’inceppa in bocca per voi
la parola amore
e mi è così caro
il vostro viso bianco
di bianchi putti
e gli ossicini vostri tutti
e assieme a voi m’é cara anche la terra
che sotto le vostre scarpette ruota.

o sono i vostri piedi a far girare?

I giorni il tempo e la fatica nostra
il nostro vano (?) sperare

portate allora avanti
questa giostra

oltre me
oltre voi
correggete ogni scempio
amate il compito più alto!
l’umano
tentare …

***

FARMACIA 78
(o 43 parte seconda)

Il farmacista non può essere fermo
un movimento continuo
rimbalzato tra i quartieri di Milano
versi scritti proprio in questo istante
e a questo rigo l’istante è già diverso
e passo le mie ultime quattro ore nella 43
perchè la prossima è la 78
queste ultime ore di turno a saracinesca chiusa
ma siamo aperti c’è il cartello suonare
vorrei salutare un po’ di clienti
ma niente Corradi
niente vecchietti maleodoranti
niente di niente forse è la neve che cade
e tutti tiene a casa tranne i drogati in cerca di neve

ed eccomi
io da una parte
il drogato dall’altra
e a dividerci solo un po’ di fortuna
ed è come la loro neve di Milano
bianca ma una volta sciolta mostra la sua anima nera
come dice Luigi

Luigi ha proprio la faccia e il corpo della sua poesia
la gioia e l’angoscia
donazione totale per la speranza del mondo
la speranza mia almeno
e chi sono tutti questi poeti? Che dicono?
Perchè è da tre ore che giro nel web e quanti nomi
e quante parole nella poesia nostra!
Meno male che io non ci sono
felicemente inesistente tra di voi
e se anche i miei lettori sono inesistenti io vi giuro che esisto
e se sono io a leggervi viene voglia anche a me di drogarmi
e se continuo a scrivere poesie mentre vengo pagato
per darvi medicine e consigli?
E se per caso esistesse un lettore capo infiltrato?
E se poi mi licenziasse perchè non produco soldi ma poesie?

quando esco mi rotolo sulla neve.

***

IO VORREI

Costretto a cercare la bellezza
nei più oscuri anfratti
ringraziare di essere vivo
uomo in vita a caccia di tutti i segreti nascosti
il più bello dei giochi è scovarli tutti
e perderli un passo dopo

io vorrei farvi ascoltare la voce del gatto
farvi vedere le cose di questo mondo
mettervi in casa un ospite inatteso
vorrei dirvi della mia amica Angela
angelo volato via
del mio fratello gay
che quando mi ha detto di esserlo
era più rosso del fuoco
“tranquillo amico mio:
tu sei gay
e io sono poeta
certe cose in certi ambienti è meglio tacerle
e di certo
tra le due
la più scandalosa è la poesia”.

***

ISTANTANEA

Tra la tangenziale e l’inferno
in un cubo grigio a molte stelle
l’opportuna sede del meeting sul mercato

ed ecco il mercato in forma di torta
e attorno alla torta molti coltelli
e le figure coi coltelli pronte a scannarsi

un uomo scorre febbrile le diapositive
e febbrilmente cita uno scrittore che scrisse:
“non importa se tu non ti interessi della guerra
perchè è la guerra che si interessa di te”

un poeta travestito da loro dipendente scrive:
“non importa se voi non leggete le poesie
perchè sarà la poesia a leggervi tutti”.

***

Ho pensato alla poesia come una organizzazione della vergogna cioè della menzogna. Quando Leopardi scriveva le sue poesie le Marche erano attraversate da terribili carestie, la gente moriva di fame. Nessuna traccia di queste catastrofi nella poesia di Leopardi. La poesia di Christian non si muove in questa problematica, Christian è giovanissimo, appena sposato e nelle sue poesie si sente la palpitazione di vita. Le cose vengono sfiorate delicatamente. La gioia di essere vivi contamina i più piccoli particolari. La specie continua a rinnovarsi perchè l’angoscia esistenziale è per un istante dimenticata. (…) In un primo momento il titolo di questa raccolta mi sembrò a dir poco strano: Tutti questi ossicini nel piatto. Però leggendo i versi dell’ultima poesia della raccolta il titolo diventa perfetto:

un pollo arrosto mangiato in tua compagnia
mi ricorda che non dio
né Dio
né nessun santissimo nome
si nasconde tra tutti questi ossicini nel piatto
e neanche in quelli fuori dai piatti
ma una Cosa informe che dà forma a tutte le cose.

(Luigi Di Ruscio)

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8 thoughts on “Tre giovanissimi poeti e l’innocenza

  1. Caro Sebastiano, che lieta sorpresa! Essere ospite di una casa che ricerca di continuo verità e bellezza è un grande onore per me. Lo sai e sai anche che ti sono grato. Davvero. Ringrazio tanto anche Giampaolo e chiunque si fermi un po’ qui…
    Un saluto affettuoso
    Christian

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  2. Caro Christian, innocenza e poesia mi sembrava il tema migliore in cui collocare le tue poesie 🙂 Un abbraccio. Sebastiano. Un saluto anche a Giampaolo,

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  3. innocenza…certo, spero anche un po’ di resistenza, come Luigi, tu e pochi altri, insegnano 😉 Grazie ancora. Chris

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  4. Ricordo i tuoi libri. Bello quello pubblicato da Zona, ma anche quello curato dalla Manni non è niente male. Christian, amico mio: ti auguro molti successi. Tuo Gianfri

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  5. Caro Gianfranco, ti ringrazio di cuore. Successo è aver trovato qualche lettore sopraffino e soprattutto alcuni buoni amici. Grazie per le tue parole che mi incoraggiano tanto. Un caro abbraccio
    Christian

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  6. Innocenza ma anche consapevolezza e , aggiungerei , azzeramento molto meritorio del significante con relativo armamentario retorico.
    Questa “innocenza” , il suo tradursi in versi , non si impara , si possiede . E Christian Tito mi sembra che la gestisca senza scottarsi , a debita distanza dalla sovraesposizione dell’io che in questi casi potrebbe ( e succede spesso ) rovinare la festa .
    Come al solito questi giovani in gamba li scova Sebastiano –
    Grazie
    leopoldo –

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  7. argomento molto interessante… e scottante anche, l’innocenza, in poesia. ma mi interessa davvero molto, anche per deformazione professionale. e so benissimo che non si tratta di un depositare le armi della retorica ma, al contrario, di una ulteriore consapevolezza rispetto alla storia e alle proprie vicende bibliografiche. sempre colpito dagli espressionisti, che per riprendere contatto con la pittura, pur venendo da altre e alte esperienze, fanno finta di non saper usare i pennelli. non so se questa innocenza, come dici tu, si possiede. è certo che, il poeta più disponibile a mettersi in gioco, e chi se non i giovanissimi, può crescere molto. molto di più di noi che ci siamo formati nel silenzio e nelle attese che non finivano mai. anche aspettare una risposta per lettera, dopo settimane, mesi, poteva avere un valore di formazione, di consapevolezza, perchè il silenzio caricava la parola sghemba di un peso che la demoliva. oggi non è così: troppi giovani antologizzati, troppe attese, troppi “io” gonfiati a dismisura. come se ne esce? andandosi a vedere “il grande silenzio”. grazie del passaggio caro Leopoldo.

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