Note a margine: Maurizio Bacchilega

Maurizio Bacchilega, PAESAGGI DEL MONDO E DELL’ANIMA, L’arcolaio 2010

Maurizio-BacchilegaQueste poesie semplici anelano a districare i fili della vita, hanno un tono colloquiale e anche una malinconia che viene dal sapere che nulla cambierà veramente finchè, chi si ostina a pensare, sarà considerato come un residuato bellico; finchè il dolore sarà causato da ordini eseguiti meccanicamente, sia che si riferiscano ai grandi avvenimenti della Storia, che alle piccole azioni del nostro quotidiano. Finchè i migliori non faranno rumore. Vale, piuttosto, e ancora, il duro lavoro delle formiche sotto il caldo inflessibile dell’estate. Siamo ingannatori e ingannati nello stesso tempo, incapaci di giocare come da bambini, di edificare nuovi sensi e nuove possibilità.
E l’amore, si sottrae, l’amore, a questa morìa quotidiana?

*
La mia forza
è questa intima fragilità
questo sgretolarsi dell’anima.

*
A volte ci si guarda dentro
ed è come aprire la porta
della seconda casa
in cui non si ha mai tempo
d’andare.

*
Hai pensato alla primavera
e uno sguardo è rinato
oggi sulle colline.
Non s’è mai vista tanta luce
da una finestra senza fiori.
Ma di fronte il passaggio
rimane inosservato.

*
Quanto tempo abbiamo perduto
anche stasera.
Eravamo sui binari senza saperlo
protesi del domani come sempre.
Già non ricordi cos’hai mangiato,
o chi sedeva nel tavolo accanto.

Quegli occhi indiani che offrivano rose,
itineranti così di coppia in coppia,
chissà se almeno in loro
resterà forse qualcosa di questo tempo
nel pensiero o nel rifiuto di noi,
così distratti e muti.

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3 thoughts on “Note a margine: Maurizio Bacchilega

  1. Pur nell’esiguità di pochi versi è facile rintracciarvi una bella temperie comunicativa , spoglia ma certamente non “povera”di attributi espressivi ; operazione che dimostra ancora una volta come l’opzione per il significato non faccia affatto rimpiangere i magheggi non sempre commendevoli del significante con i suoi canti di sirena …
    Quindi complimenti e auguri per un futuro su questa “linea”, certo ostica ma ( visti i risultati ) redditizia .

    leopoldo

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  2. Caro Leopoldo concordo. La qualità non dipende, di per sé, né dalla complessità, né dalla povertà di un’operazione. Si può essere astrusi, disonestamente, per dare l’impressione di una complessità. Si può essere troppo semplici per scansare una ricerca nella profondità della lingua. Insomma, la poesia, come sempre, non si lascia imbrigliare in formule. Certo, credo che la semplicità sia operazione più rischiosa, proprio perchè più scoperta. Grazie.

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  3. Parole sante, carissimi amici!
    Un grazie a Sebastiano per la continua cura che riserva ai nuovi libri di poesia italiana.
    Gianfranco

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