Pagine d’autore

UN NUOVO INIZIO

di Corrado Bagnoli

bagnoli 10Si ricomincia. Si deve ricominciare: la scuola per i bambini e i ragazzi, il lavoro per gli adulti, gli impegni abituali, anche per fare sì che la rivista continui a esistere, tutte cose che abbiamo salutato per un po’, per una vacanza che dura sempre troppo poco, a sentire i racconti delle persone che incontriamo di nuovo. Sembra che l’accento di ogni discorso sia posto proprio su quel “si deve”, come se ricominciare fosse qualche volta addirittura una forma di condanna a cui non si può sfuggire; come se dovessimo di nuovo tendere i muscoli per affrontare daccapo una salita, una fatica. Ma è davvero così? E poi: basta davvero uno sforzo di volontà, un impegno caparbio, questo rimettersi sulla strada a testa bassa per ripartire? Non lo so, a me sembra che se fosse così mancherebbe qualcosa. Ed è questo “qualcosa” che, invece, occorrerebbe riscoprire. Immagino il bambino che per quasi tre mesi ha lasciato da parte quaderni e matite, la noia dei compiti e dei banchi, che si è dimenticato persino del colore della sua aula e che adesso deve ricominciare. Cosa gli dico: che si deve? Se c’è qualcuno che non è capace di essere mosso soltanto da questo imperativo credo sia proprio un bambino: anche le cose che deve fare e di cui non si riesce a spiegargli il motivo, le può fare solo per un’affezione, perché c’è la sua mamma a chiedergliele, perché a lei vuole bene, perché di lei si fida.

Ma è tanto diverso per noi? Non si può partire, se non si è mossi da qualcosa, se non incontriamo qualcosa che ci mette in moto. E se ripensiamo alla nostra vita di adulti, in tutte le diverse situazioni, in quelle che implicano la libertà, la possibilità di scegliere, anche per noi è stato ed è così.
L’inizio è sempre una questione di fascino, di attrazione. Come nell’amore, che se vuole durare nel tempo, deve riscoprire ogni giorno quello che l’ha originato. Poi vengono la responsabilità, l’impegno, la fatica anche di costruire, di restare dentro quest’onda di bene che è stato l’inizio.
Bisogna avere qualcosa a cui guardare, per partire. E ancora di più per ripartire, per ricominciare. E noi dove guardiamo? Bisogna avere qualcosa che ci attrae, che ci attira nel suo vortice di bellezza e positività, per muoversi, per andare e riprendere il cammino. Non un sogno, ma qualcosa di concreto e reale, qualcosa che abbiamo incontrato e della cui bellezza non possiamo fare a meno, qualcosa che accade ora e sempre. Perché si vive solo per qualcosa che accade ora. O che è accaduto nella nostra carne e di cui bisogna continuamente fare memoria, cioè rendere presente anche oggi. Come si fa a ricominciare? Dov’è che trovo la forza che non so darmi da solo per affrontare di nuovo il tempo e le cose? L’inizio è un incontro che ridisegna la vita, che la porta dove non pensava neanche di andare: un nuovo inizio è la riscoperta di questo incontro, della realtà che ci ha conquistato e che ha rivelato in noi una passione insospettata. Immagino un uomo che guarda per la prima volta negli occhi la donna che vorrà poi per sempre: è un mondo che si apre, un mistero che potrà solo essere sfiorato e avvicinato e che rende la vita degna di essere vissuta, che ti rigenera al mondo, che segna il destino e che vince l’estraneità e la solitudine. Noi ce li abbiamo degli occhi così per cominciare di nuovo?
Quale sguardo ci abbraccia, quale mondo si apre davanti a noi, quando pensiamo al nuovo inizio per i nostri impegni nei luoghi e nelle situazioni in cui siamo chiamati a vivere? Quale sguardo fissiamo nelle fabbriche – se mai ce ne fossero ancora – negli uffici, nelle scuole, ovunque noi andiamo?
Noi dove guardiamo? Come si fa ricominciare? E’ la coscienza di una bellezza che abbiamo incontrato, del suo abbraccio gratuito, del significato che regala alla nostra vita che è capace di rimetterci in moto, che rende bella e possibile la vita e il lavoro. Fuori di qui non esiste direzione, non avverti il senso, non sai e non vuoi affrontare le avversità, la fatica, l’impegno. Ricominciare vuole dire riscoprire questa bellezza, guardarla di nuovo negli occhi. Ma non è un esercizio, un impegno, uno sforzo che dobbiamo fare. L’incontro che abbiamo fatto ci si è rivelato come un dono: se siamo qui, se abbiamo continuato a camminare fin qui pur dentro le fatiche del mondo, è perché almeno un istante quell’esperienza ci ha toccato, ci ha preso, ci ha attratto. E, anche nella nostra smemoratezza, ci vuole riprendere sempre. Non ci resta che chiedere che questo sguardo possa accadere per noi in questo anno che inizia, nelle cose da pensare e da fare ogni giorno: innanzitutto non la forza di volontà, la disponibilità alla fatica o all’impegno, ma la semplicità di riconoscere quella bellezza che abbiamo incontrato, l’umiltà di invocarla di nuovo, di domandarla se l’abbiamo perduta. Questa coscienza ci farà capaci anche del resto, ci farà capaci di affrontare la realtà con più passione, con più carità, con più intelligenza delle cose.

Corrado Bagnoli

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3 thoughts on “Pagine d’autore

  1. Le parole sono di un poeta di razza. Corrado Bagnoli. Visito volentieri il vostro blog. Grazie della visita

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