Una traduzione in francese

XVIII. Budapesti Nemzetközi Könyvfesztivál

La rivista di poesia AUJOURD’HUI POEME novembre 2007 n. 85, pubblica la traduzione in francese di alcuni inediti di Franco Romanò, Corrado Bagnoli, Luigi Cannillo, Sebastiano Aglieco. La traduzione è a cura di Jean Portante

Ecco i miei inediti.

TRE INEDITI

***

Guarda l’amore che resta
l’amore senza ricordo di me
negli occhi del mondo.
Questo sarà l’amore giudicato
l’amore cantato dai fratelli, in coro.
Ma questo perdono, questo perdono tra
le nostre case, giustizia e fratelli
giustizia e fratelli – questo
compito chiedevo!
Accogli nella casa la moltitudine
o signora degli umiliati
signora delle nostre bende
nessuno parlerà, chiederà
ogni nome sarà benedetto nel suo respiro
ogni cosa ritornerà alla sua stessa idea.

***

Sì, perduti nel coro, nelle bende
del tempo, tra voi, fratelli senza
nome – ogni nome è il mio
ogni nome la chiamata del giudizio.
Gli occhi si guardano a distanza
io e voi come la capra, nel gesto
improvviso dell’aguzzino.

Sarete in me o io in voi
né fratelli né poeti
ma come gli alberi nell’ascolto
delle foglie, nel sentiero perduto
in cui ci perdiamo e nasciamo.

***

Perché muoiono le bestie come i bambini?
Perché moriamo in loro?
E’ per la legge di un dio, nel peso del suo
passo sulle cose?
Perché non distinguiamo le parole?
Perché questa pietà o questa legge
non ci salvano?
Perché non vi date pace, fratelli
se non proclamate il sacrificio?
Perché moriamo nei fiori
nella luce del giorno necessario?
Così esco alla luce per sottrarmi alle
ombre, dove scrivo.

Questa sarà la resa, il tempo:
la distruzione di ogni stile
la luce frontale che ci brucerà tutti.

Trois inédits

Regarde l’amour qui reste
l’amour sans souvenir de moi
dans les yeux du monde.
Ce sera lui l’amour jugé
l’amour chanté par les frères, en chœur.
Mais ce pardon, ce pardon qui
traverse nos maisons, justice et frères
justice et frères – c’est
le devoir que je demandais !
Accueille dans la maison la foule
oh dame des humiliés
dame de nos bandeaux
personne ne parlera, demandera
chaque nom sera béni dans son souffle
chaque chose retournera dans sa propre idée.

***

Oui, perdus dans le chœur, dans les bandeaux
du temps, parmi vous, frères sans
nom – chaque nom est le mien
chaque nom l’appel du jugement.
Les yeux se regardent à distance
moi et vous comme la chèvre, dans le geste
soudain du bourreau.

Vous serez en moi et moi en vous
ni frères ni poètes
mais comme les arbres dans l’écoute
des feuilles, sur le sentier perdu
où nous nous perdons et naissons.

***

Pourquoi les bêtes meurent-elles comme les enfants ?
Pourquoi mourons-nous en elles ?
Est-ce par la loi d’un dieu, sous le poids de son
pas sur les choses ?
Pourquoi ne distinguons-nous pas les mots ?
Pourquoi cette pitié ou cette loi
ne sauvent-elles pas ?
Pourquoi mourons-nous dans les fleurs
dans la lumière du jour nécessaire ?
C’est ainsi que je sors dans la lumière pour me
soustraire aux ombres où j’écris.

tels seront la reddition, le temps :
la destruction de tout style
la lumière frontale qui nous brûlera tous.

(Traduit de l’italien par Jean Portante)

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